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Per la ripresa del dialogo
nel Vicino oriente

· ​S’intensifica l’azione diplomatica mentre proseguono le violenze ·

La barriera temporanea che separa i quartieri arabi e quelli ebraici a Gerusalemme est (Afp)

La nuova ondata di violenze in Terra santa e l’evoluzione della crisi in Siria sono al centro dell’incontro, oggi a Berlino, tra il segretario di Stato americano, John Kerry, e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Un incontro decisivo — preceduto da accese polemiche per alcune dichiarazioni del premier israeliano sulle responsabilità dello sterminio degli ebrei — dal quale si comprenderà se e come il clima di tensione in Vicino e Medio oriente, riaccesosi nelle ultime tre settimane, potrà essere stemperato. L’obiettivo della Casa Bianca è riportare le due parti, israeliani e palestinesi, al tavolo della pace. Netanyahu incontrerà anche il capo della diplomazia tedesca, Frank-Walter Steinmeier, e l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha tenuto ieri una riunione a porte chiuse a New York sulla situazione in Vicino oriente. Nel corso dell’incontro i Quindici hanno ricevuto un aggiornamento della situazione sul territorio dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che negli ultimi tre giorni ha svolto una missione in Israele e nei Territori palestinesi, incontrando i massimi rappresentanti delle due parti. Il 23 ottobre a Vienna si svolgerà una riunione del Quartetto per il Medio oriente (Russia, Stati Uniti, Ue, Onu).

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23 maggio 2019

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