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La ripresa c'è ma non si vede

· Secondo la Banca mondiale l'economia sta crescendo anche se permangono rischi per i Paesi più sviluppati ·

La Banca mondiale rivede al rialzo le stime sulla crescita, ma avverte che la ripresa è fragile e che a correre i rischi maggiori sono soprattutto i Paesi più avanzati. «Nelle Global Economic Prospects 2010, che saranno diffuse il 22 gennaio prossimo, ci sarà certamente una revisione al rialzo», ha confermato Augusto de la Torre, capo economista della Banca Mondiale per il Sud America e i Caraibi, indicando per i Paesi più ricchi un tasso di sviluppo compreso tra il 2,5 e il tre per cento quest’anno.

Sulla stessa linea, o quasi, Dominique Strauss-Kahn, il direttore generale dell'Fmi, il Fondo monetario internazionale, che intervenendo all'Asian Financial Forum di Hong Kong ha detto: «La ripresa globale sembra essere più forte di quanto precedentemente previsto; ci aspettiamo che la crescita nel 2010 superi la nostra proiezione precedente del tre per cento, l’aggiorneremo entro questo mese». Secondo Strauss-Kahn, «anche se ci sono buone notizie, la situazione resta fragile e il recupero sta procedendo a velocità diverse nelle varie regioni». Il settore di maggiore debolezza resta l'occupazione: «La maggior parte delle economie avanzate stenta a decollare e ancora dipende dal sostegno dei Governi; l’elevato tasso di disoccupazione, in particolare, è una delle principali preoccupazioni, in particolare in Europa e negli Stati Uniti». Questo è il motivo «per sostenere la politica del rigore fino a quando non ci saranno chiari segni di una ripresa della domanda privata e la crescita dell’occupazione». Per affrontare la crisi dei posti di lavoro, ha concluso Strauss-Kahn, «i Governi dovrebbero trasferire una parte delle loro spese per stimolare il sostegno dell’occupazione».

Nel frattempo, sul piano industriale, a fare notizia in queste ore sono le indiscrezioni sul possibile accordo tra Microsoft e Disney per la distribuzione, attraverso la popolare consolle Xbox e il servizio on line Xbox Live, di programmi televisivi via web. È una alleanza che potrebbe mettere in difficoltà i distributori via cavo o satellite statunitensi. Secondo «The New York Times», l’intesa tra i due colossi riguarderà in un primo tempo Espn, cioè i canali sportivi della Disney, allo scopo di trasmettere in streaming una serie di eventi di primo piano. Finora servizi di questo tipo sono stati disponibili su computer attraverso la funzione Espn 360, ma solo per chi possedeva un collegamento a banda larga.

La notizia di un possibile accordo Disney-Microsoft può sembrare banale, ma non lo è. Non lo è affatto, perché fa intuire come e quanto il gruppo fondato da Gates miri a espandersi. Com’era già emerso con chiarezza nei giorni scorsi al Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, Microsoft intende sfruttare al massimo il servizio online Xbox Live, che oltre a mettere in contatto tra di loro venti milioni di videogiocatori in tutto il mondo, permette di gestire social network come Facebook e altri servizi. Inoltre, il futuro accordo con la Disney, sul quale il colosso di Redmond non rilascia dichiarazioni ufficiale dato che i negoziati sono ancora in corso, rischia di rimescolare ancora una volta le carte del sistema televisivo americano.

I distributori via cavo appaiono sempre più in difficoltà: con un numero crescente di utenti pronti a passare ai servizi in streaming, dai costi decisamente inferiori anche se forse più difficili da sintonizzare rispetto a quelli offerti dal classico decoder. Ma Microsoft non è sola nella battaglia contro le emittenti televisive via cavo e vede tra i suoi concorrenti altri produttori di consolle e di giochi come la Sony con la Playstation o la Nintendo con la Wii. Da oltre due anni, inoltre, la Apple propone a pagamento film e trasmissioni televisive attraverso la sua Apple Tv.

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