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Per la rinascita
di Aleppo

· Ventidue progetti di solidarietà ·

Aleppo, 18. «Siamo felici di essere una piccola Chiesa, con pochi mezzi, ma sostenuta dalla Provvidenza che sa nutrire i suoi figli con soli cinque pani e due pesci»: parole di Jean-Clément Jeanbart, arcivescovo di Alep dei greco-melkiti, che ha colto l’occasione della recente solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, patrona della martoriata città siriana, per fare il punto sull’immane opera di ricostruzione materiale e spirituale e per ringraziare quanti, in questi sette anni e più di guerra, hanno sostenuto lo sforzo della locale comunità cristiana per restare in città e tenere così viva una presenza millenaria e insostituibile. Aiuti che permettono alla piccola comunità locale di portare avanti ventidue programmi di sostegno alla popolazione, cristiana e non, che spaziano dalla ristrutturazione di case alla promozione umana e sociale, passando per progetti di microcredito e training lavorativi. Si tratta di ventidue programmi che monsignor Jeanbart non esita a definire come «la mano della Provvidenza», come recita anche il titolo del rapporto aggiornato che il presule ha voluto inviare ai benefattori come resoconto delle attività. 

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20 marzo 2019

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