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La ricetta della fede
di fronte alla crisi climatica

· Consegnato all’Eliseo il documento dei leader religiosi francesi in vista di Cop21 ·

Uscire dall’era dei combustibili fossili e applicare misure che permettano di non superare un riscaldamento globale di più di 2 gradi centigradi; proteggere le popolazioni più vulnerabili dagli impatti climatici; favorire uno sviluppo ecologicamente responsabile e lottare contro la povertà. 

Queste le principali richieste contenute in un documento congiunto che i principali leader religiosi di Francia hanno consegnato ieri, mercoledì, al presidente François Hollande in vista della Conferenza delle parti sul clima (Cop21) prevista in dicembre a Parigi. A cinque mesi da quella che viene definita l’ultima occasione per evitare un disastro globale e irreversibile, i leader religiosi hanno lanciato un appello, affinché alla Cop21 i governi mondiali adottino un accordo vincolante almeno su alcuni punti essenziali che riguardano appunto l’utilizzo di fonti energetiche alternative ai combustibili fossili, il contenimento del riscaldamento globale e il sostegno allo sviluppo delle popolazioni più povere. I rappresentanti religiosi — cattolici, protestanti, ortodossi, musulmani, ebrei e buddisti aderenti alla Conferenza dei responsabili dei culti in Francia — per l’occasione hanno tutti aderito al digiuno collettivo #fastfortheclimate, un movimento diventato globale, nato nel 2013 dall’iniziativa del commissario filippino per il clima, Yeb Saño, che consiste nell’astenersi dall’assunzione di cibo ogni primo giorno del mese.

Per i leader religiosi, incontratisi a maggio per stilare il testo della dichiarazione congiunta, la crisi climatica rappresenta «una sfida spirituale e morale». In questa prospettiva, si legge nel documento, «innanzitutto è in gioco il nostro rapporto con la creazione, intesa come dono di Dio». Infatti, «distruggendo l’ambiente, l’umanità si autodistrugge. Preservandolo, invece, preserviamo noi, il nostro prossimo e le generazioni future». Pertanto i leader religiosi chiamano a un’azione comune in difesa dell’ambiente e del clima attraverso una rimodulazione dei valori e dei comportamenti. «Rifiutiamo l’indifferenza e l’avidità. Apriamoci alla compassione e alla fraternità. Usciamo dai nostri egoismi. Siamo solidali e prendiamo come bussola il bene comune».

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25 febbraio 2020

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