Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

La ricetta anticrisi si nasconde al Polo Nord

· Il G7 canadese tra i ghiacci di Iqaluit per riflettere sulle regole della finanza globale ·

Tutti al Polo Nord, tra ghiacci e orsi bianchi, per riflettere insieme sui temi caldi dell'economia. Non è uno scherzo: il prossimo G7, che si apre venerdì, si terrà a Iqaluit, sperduta località canadese a due passi dal punto più gelido del globo. E di certo non mancherà il sangue freddo ai ministri e ai banchieri centrali chiamati a trattare questioni essenziali: nuove regole per il sistema finanziario, lotta alla disoccupazione, rilancio dell'economia reale. Il tutto senza dimenticare il terremoto che ha devastato Haiti e la necessità di aiuti ai Paesi in via di sviluppo. Consapevole delle difficoltà climatiche, il Governo di Ottawa ha acquistato 38 parka della Canada Goose per gli ospiti eccellenti. Gli altri faranno senza, ammesso che riescano ad arrivare in Polo Nord.

«Si tratta di un G7 al freddo per tornare — ha spiegato il ministro delle Finanze canadese, Jim Flaherty, che ha illustrato alcuni giorni fa i temi al centro della riunione — alle radici, quando negli anni 1970-1980 le discussioni erano più franche». E senza comunicato finale, novità che — secondo alcuni osservatori — mette in evidenza la progressiva perdita di importanza del gruppo. Il G7, nato nel 1976, quando il Canada si è unito a Francia, Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti, pare oggi a molti osservatori una formula fin troppo usurata e incapace di rappresentare davvero i problemi globali. La scelta di Iqaluit — cittadina di 6.000 abitanti a 310 chilometri dal Polo Nord — «costringe all’intimità», ironizzano gli analisti, offrendo poco spazio alle distrazioni, date le rigide temperature (in febbraio si registra una media di meno 29 gradi centigradi). Clima che rende improbabili manifestazioni di protesta ma la polizia locale — riporta la stampa canadese — è pronta a ogni evenienza. Ma la scelta di Iqaluit ha anche un significato politico: il Canada punta così a sottolineare la propria sovranità sull’area, dopo che alcuni Governi hanno ipotizzato di chiedere che il Passaggio di Nord Ovest sia dichiarato parte delle acque internazionali.

Sul piano strettamente economico, al centro del vertice ci saranno le nuove regole del sistema finanziario. E in primo luogo la proposta del presidente americano, Barack Obama, d'imporre nuovi limiti alle dimensioni delle banche. Proposta che ha incassato l’apprezzamento del Financial Stability Board, l'organismo internazionale guidato da Mario Draghi, e quello del presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet. Ma anche alla luce delle pressioni inglesi per l’imposizione di una tassa sul sistema finanziario. Ipotesi alla quale lavora il Fondo monetario internazionale: ad aprile l'Fmi dovrebbe proporre — ha detto nei giorni scorsi il direttore generale, Dominique Strauss-Khan — l’introduzione di una sorta di «premio assicurativo».

L’altro tema caldo sarà la ripresa economica: rispetto a ottobre, quando si è tenuta l’ultima riunione del G7 dei ministri finanziari e dei governatori a Istanbul, la crescita delle principali economie è diventata più solida. Resta però il nodo della disoccupazione, al dieci per cento su ambedue le sponde dell’Atlantico.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

24 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE