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La ricchezza spirituale patrimonio comune dell’Europa

· Messa dell’arcivescovo Mamberti per la festa nazionale della Repubblica Slovacca ·

Non venga mai meno in Europa l’annuncio della Parola di Dio. Anzi, trovi cuori aperti pronti ad accoglierlo. Questo auspicio è stato affidato all’intercessione dei santi Cirillo e Metodio dall’arcivescovo Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati, durante l’omelia della messa celebrata nel pomeriggio di ieri, martedì 14 giugno, nella basilica di Santa Maria Maggiore, in occasione della ricorrenza annuale dei santi fratelli di Tessalonica, festa nazionale della Repubblica Slovacca.

Dopo avere ripercorso i momenti salienti della vita dei compatroni d’Europa e ricordato la grande eredità spirituale che essi hanno lasciato non solo ai popoli slavi — ai quali hanno trasmesso la fede — ma anche a tutti i popoli del vecchio continente, il presule si è soffermato sulle espressioni della devozione popolare manifestate nelle diverse realtà ecclesiali dell’oriente come dell’occidente.

«Essi sono — ha sottolineato monsignor Mamberti — un modello per la Chiesa e per i missionari di tutti i tempi. Il loro zelo per l’annuncio e per la catechesi sulla verità rivelata rimane un esempio per noi che siamo chiamati a rendere ragione della nostra fede agli uomini del nostro tempo».

Riferendosi poi all’eredità che hanno lasciato al continente europeo, li ha definiti «fari per l’Europa» e ha ricordato la speciale venerazione da parte di Giovanni Paolo II, il quale li ha proclamati compatroni d’Europa il 31 dicembre 1980, affiancandoli così «per i loro meriti alla grande opera del santo patriarca d’occidente, Benedetto».

«Oggi — ha detto l’arcivescovo concludendo l’omelia — con la loro presenza, con la loro speranza e con la loro carità, i santi Cirillo e Metodio ci invitano a seguire il loro esempio e a ricorrere alla loro intercessione; ci spronano ad accogliere, a custodire, a proteggere e a sviluppare la ricchezza spirituale che ci hanno lasciato e che è diventata patrimonio del continente europeo e delle singole Nazioni. Affidiamo alla loro intercessione l’opera missionaria della Chiesa affinché l’annuncio della Parola di Dio non venga mai meno», ma trovi cuori aperti. «Chiediamo loro che “sparisca — ha aggiunto citando la lettera apostolica Egregiae virtutis di Giovanni Paolo II — ciò che divide le Chiese come pure i popoli e le nazioni».

Con il segretario per i Rapporti con gli Stati hanno concelebrato i monsignori Marcel Smejkal, segretario di nunziatura in servizio presso la Segreteria di Stato, Vladimír Stahovec, rettore del Pontificio Collegio Slovacco dei Santi Cirillo e Metodio; don Marek Haratim, vice rettore, padre Miroslav K. Adam, vice rettore della Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino e altri sacerdoti slovacchi, tra i quali Pavel Benedik, o.s.a., custode del sacrario apostolico presso l’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice. Al rito hanno assistito tra gli altri i cardinali Jozef Tomko e Bernard Law, arciprete della basilica; l’arcivescovo Cyril Vasil’, segretario della Congregazione per le Chiese Orientali, e monsignor Jozef Král, fabbriciere della basilica. La celebrazione è stata diretta da monsignor Guillermo Javier Karcher, cerimoniere pontificio.

Al termine della messa, alla quale hanno partecipato numerosi membri del corpo diplomatico accreditato, Jozef Dravecký, ambasciatore della Repubblica Slovacca presso la Santa Sede, ha pronunciato un breve discorso di ringraziamento.

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08 dicembre 2019

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