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La religione non deve essere
pretesto per la violenza

· Intervento del cardinale segretario di Stato in vista del viaggio papale in Albania ·

«Il dialogo interreligioso e la pacifica convivenza tra persone di diverso credo religioso» costituiscono argomenti «di estrema attualità», che stanno particolarmente a cuore a Papa Francesco «nella presente congiuntura storica». 

Lo ha sottolineato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, intervenendo venerdì pomeriggio, 12 settembre, a un convegno promosso a Roma dall’ambasciata d’Albania presso la Santa Sede in prossimità dell’imminente viaggio del Pontefice nel Paese balcanico.

«Tolleranza religiosa albanese tra storia, poesia e religione» il tema dei lavori scelto dagli organizzatori. E non è un caso che lo stesso Pontefice abbia ricordato di recente che il 21 settembre si recherà a Tirana «per dire a tutti i popoli che si può lavorare insieme», volendo così sottolineare il proprio «apprezzamento per la pacifica convivenza fra gli appartenenti alle diverse religioni» nel Paese delle Aquile. Infatti, ha commentato il cardinale Parolin, «l’Albania, che poco meno di due anni fa ha celebrato il centenario dell’indipendenza, riconosce come patrimonio prezioso ed esemplare l’eredità spirituale custodita dai vari gruppi religiosi formatisi in essa nel corso dei secoli».

E in tale contesto, in quello che il segretario di Stato ha definito il «mosaico interreligioso, che rappresenta il volto spirituale della nazione», un ruolo importante spetta alla comunità cattolica: «Presenza discreta, poiché non supera il quindici per cento della popolazione, ma nello stesso tempo decisa nell’offrire una testimonianza di amore, quale tratto fondamentale della vocazione cristiana». Perché, ha aggiunto, «chi crede in Cristo e decide di seguirlo supera la logica delle divisioni e delle inimicizie, vede i suoi simili in una luce nuova e li considera come amici, mettendosi al loro servizio fino al punto di essere pronto a dare la vita».

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24 agosto 2019

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