Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

La regina in biblioteca

· ​A colloquio con il prefetto della Vaticana ·

«Quando si lavora alla custodia di qualcosa che rappresenta un tesoro per tutti, un bene prezioso per l’umanità, diventano schietti, semplici e costruttivi anche i rapporti più formali» spiega monsignor Cesare Pasini, prefetto della Biblioteca vaticana, raccontando la visita di Silvia di Svezia.

Il 27 aprile la regina è stata ricevuta in udienza da Papa Francesco e ha guidato personalmente la delegazione del suo Paese a un vertice contro la tratta che si è tenuto alla casina Pio IV, sede della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, per poi inaugurare un banco di distribuzione nel Salone sistino della biblioteca finanziato dalla Fondazione del re Gustavo vi Adolfo per la cultura svedese.

La regina Cristina di Svezia a sedici anni

Il clima di familiarità iniziato con il colloquio col Papa è continuato per tutta la giornata, spiega il prefetto della Biblioteca. Nelle foto di rito dell’udienza sul vestito nero della regina spicca il bianco della piccola Leonore Lilian Maria, la nipotina di un anno — tecnicamente già duchessa di Gotland — che gioca sulla ginocchia della nonna con un portachiavi regalato da Papa Bergoglio. Una cordialità e una familiarità non scontate e non banali per un Paese di tradizione evangelico-luterana come la Svezia. Un legame iniziato nel xiv secolo con i viaggi a Roma di santa Brigida e continuato nel xvii secolo con i lunghi soggiorni in Vaticano della regina Cristina (Cristina Alessandra Maria dopo la conversione al cattolicesimo). La sua prima residenza, quando venne ospitata da Alessandro vii fu proprio la Sala della meridiana nella Torre dei venti.”Dopo la morte della regina Cristina - spiega Pasini - i suoi libri passarono al cardinale Decio Azzolini, poi furono acquistati dal cardinale Pietro Vito Ottoboni, salito al soglio pontificio con il nome di Alessandro viii. Un progetto di restauro iniziato anni fa e portato a termine grazie all’interessamento delle istituzioni svedesi — e in particolare dell’allora ambasciatore presso la Santa Sede Fredrik Vahlquist — è stato dedicato proprio al fondo reginense custodito nella Biblioteca apostolica vaticana dall’ultimo decennio del Seicento, composto da centosettanta manoscritti e novantasei volumi a stampa. Il restauro si è concluso due anni fa, ed è stato celebrato da una mostra allestita dall’aprile al dicembre 2013 nella cattedrale e nell’Armeria reale di Stoccolma”. Un modo concreto per essere fedeli al motto della famiglia reale För Sverige i tiden, Per la Svezia nel tempo. Il bancone appena inaugurato, disegnato da Paolo Portoghesi, fa parte di un progetto più ampio di riallestimento in vista dell’apertura al pubblico del Salone sistino come sala di consultazione. “L’ambasciatore Vahlquist – continua Pasini - ha preso molto a cuore la Vaticana, e lo stesso è avvenuto anche con i suoi successori, promuovendo anche altre iniziative, oltre al restauro e al rinnovo degli arredi del Salone sistino, realizzato in collaborazione con la Fondazione Jacob Wallenberg; dal vescovo luterano di Skara, Åke Bonnier è arrivato un prezioso contributo per il Gabinetto della grafica e la catalogazione degli incunaboli. Un altro progetto di restauro molto particolare è stato dedicato a un evangeliario greco del decimo secolo con cinque pagine di miniature, il manoscritto Vat gr. 1522: i pigmenti che si stavano staccando sono stati fissati con un accurato lavoro al microscopio applicando piccolissime gocce di adesivo con un umidificatore a ultrasuoni e un pennello fatto di un solo filo. La regina ci ha regalato una stampa ottocentesca a colori con una veduta di Stoccolma, noi le abbiamo donato una Civitas Vaticana, una stampa del 2007 con la pianta dello Stato com’è ai nostri giorni, ma realizzata con lo stile e la struttura delle antiche incisioni. Il regalo più bello è stato comunque la capacità di ascolto e l’autentico desiderio di coinvolgersi della regina e delle altre persone che la accompagnavano. Salendo verso il Salone sistino — i nostri ascensori sono piccoli, e il seguito era formato da tante persone — ha avuto modo di parlare in tedesco con il cardinale Raffaele Farina, bibliotecario emerito. Il cardinale Jean-Louis Bruguès, l’attuale bibliotecario, in questi giorni è a Pechino, per un incontro sulla raccolta e la pubblicazione della documentazione sulla dinastia Qing, un progetto in corso dal 2008.

di Silvia Guidi

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE