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La ragione è di tutti

· Il diritto secondo Benedetto XVI ·

Papa Benedetto XVI si occupa spesso del concetto di diritto trattando altri argomenti o affrontando del diritto stesso solo aspetti particolari, nel Discorso tenuto al Bundestag, il 22 settembre 2011, il Pontefice affronta il tema del diritto in modo esclusivo, anche — riconosciamolo — con toni appassionati.

Il Papa ricorsa tra l'altro che: «il cristianesimo non ha mai imposto allo Stato e alla società un diritto rivelato, mai un ordinamento giuridico derivante da una rivelazione». Per riprendere l’esempio che abbiamo sopra utilizzato, la religione cattolica non avrebbe mai imposto, allo Stato e alla società, il diritto dell’embrione a ricevere il rispetto della sua esistenza.

Lo strumento conoscitivo, nel caso in cui sia una religione a dichiarare l’ontologia, è e non può che essere la fede di un soggetto o, meglio, l’adesione per fede di un soggetto all’autorità della religione attestante l’ontologia. Lo rileva il Papa stesso con questa pregnate espressione: «è stato decisivo che i teologi cristiani abbiano preso posizione contro il diritto religioso, richiesto dalla fede nella divinità». Dunque: «richiesto dalla fede nella divinità».

Ora la fede e l’adesione per fede non è necessariamente di ogni soggetto nella comunità civile. E non è necessariamente del legislatore, cioè di ciascuna delle persone che compongono l’insieme legiferante. Quanto appena affermato è una immediata conseguenza del principio della libertà religiosa e quindi della libertà di coscienza. Per i suddetti motivi, a conoscere e ad affermare il diritto ontologico è necessario arrivare attraverso altre vie, altri strumenti conoscitivi. A questo punto il Papa rimanda «alla natura e alla ragione», «all’armonia tra ragione oggettiva e soggettiva» e qualifica tali elementi «vere fonti del diritto». Ciò significa che la ragione deve indagare la natura per trovare il diritto ontologico.

Risulta, qui, decisivo sottolineare che la ragione rappresenta lo strumento conoscitivo adeguato non solo perché — com’è ovvio — capace di indagare la natura e così di conoscere l’ontologia, ma anche perché, a differenza dell’adesione per fede, che è solo di alcuni, la ragione è di tutti.

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16 ottobre 2019

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