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La ragazza di Leningrado

· Pubblicato in Italia il diario di Lena Muchina ·

Leningrado, 22 maggio 1941. Lena Muchina ha  sedici anni. Il suo diario comincia da qui.  La ragazza è alle prese con gli esami di fine anno e con il primo innamoramento. L’estate è alle porte e con le amiche progetta le vacanze.  Sembra che nulla possa turbare la sua vita di adolescente. Ma esattamente un mese dopo giunge l’eco della guerra, che comincia a fare da sfondo cupo alle riflessioni spensierate e ancora infantili di Lena, fino a divenire, col trascorrere delle settimane, la materia principale del suo scrivere, tra bombardamenti incessanti, distruzione, morte, freddo e soprattutto fame. Ritrovato da uno storico nel 1962 e depositato presso l’Archivio del partito comunista di Leningrado (oggi Archivio statale centrale della documentazione storico-politica di San Pietroburgo), Il diario di Lena  venne pubblicato in Russia nel 2011 riscuotendo subito un grande successo e facendo della giovanissima autrice la Anna Frank di Leningrado.  Ed effettivamente leggere questa cruda e toccante  testimonianza dell’assedio nazista della città  (Milano, Mondadori, 2013, pagine 352, euro 16,50) richiama alla mente le struggenti pagine del celebre diario della giovane ebrea  morta nel campo di concentramento di Bergen-Belsen.

Il 22 giugno del 1941, con la repentina rottura del patto Ribbentrop-Molotov, la guerra piomba inattesa nella vita di Lena.  L’arrivo delle truppe naziste in terra sovietica obbliga la ragazza  — che vive assieme alla zia, Elena Nikolaevnaja, sorella della madre Marija (ma nel diario  la chiama  mamma) e con Aka, un’anziana conoscente — cambia tutto. All’inizio la ragazza  crede ai comunicati ufficiali della propaganda che riferiscono di strenua resistenza e di vittorie sul campo. Eppure «non si riesce comunque a soffocare l’inquietudine», scrive nel suo diario. Un’inquietudine che si tramuta in paura quando appare chiaro che i tedeschi avanzano senza ostacoli e puntano anche su Leningrado.

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14 ottobre 2019

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