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La radio del Papa

· Messa del cardinale Bertone per l’emittente vaticana ·

Audite caeli quae loquor, audiat terra verba oris mei («Ascoltate, cieli e terra, le parole della mia bocca»). Le parole pronunciate da Pio XI, che il 12 febbraio 1931 risuonarono per la prima volta nell’etere e poterono essere udite in contemporanea da un capo all’altro del globo terrestre, sono state riproposte giovedì mattina, 29 settembre, dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, durante la messa per la festa patronale della Radio Vaticana, celebrata alla Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani.

Una vera «festa di famiglia» per gli ottant’anni dell’emittente, che si è riunita «attorno all’altare» ha detto il porporato. Dopo averne ripercorso brevemente la storia, il cardinale ha espresso l’auspicio che essa «continui a essere un mezzo di comunicazione tipicamente ecclesiale, legato cioè in modo vitale alla Chiesa, allo stesso modo in cui il tralcio è un tutt’uno con la vite che lo alimenta».

D’altra parte, è noto come «l’opinione pubblica — ha aggiunto — guardi alla nostra emittente come alla “Radio del Papa”, e consideri quanto essa trasmette come un “resoconto quanto mai autorevole”. Questo annuncio, per poter essere compreso e accolto, deve essere “tradotto” nel linguaggio del nostro tempo e nelle varie lingue degli uomini». Opera, questa, non sempre facile, che comporta una mediazione culturale, per cui i concetti elaborati in una lingua devono essere resi in modo comprensibile e fruibile, secondo le diverse mentalità e culture. «Per essere in grado di compiere questo servizio — ha detto ancora — è necessaria un’adeguata preparazione, ma occorre anche sapersi porre in dialogo con il mondo, imparare a parlare i suoi linguaggi, entrare in empatia con la sete di verità dell’uomo d’oggi».

Ciò non toglie tuttavia che è necessario restare fedeli al messaggio evangelico affinché — ha avvertito il cardinale — «in questo dialogo la mediazione non si trasformi in una “mondanizzazione”, nel senso di un annacquamento, di uno svuotamento del contenuto più profondo e vero di quel messaggio. Sovente, infatti, nell’areopago mediatico accade che predomini una cultura relativista, scettica rispetto alla possibilità di individuare una verità assoluta, attenta piuttosto a dare spazio a tutte le opinioni, considerate alla stregua di molte verità compossibili e ugualmente legittime».

Con il segretario di Stato hanno concelebrato il cardinale gesuita Roberto Tucci e i suoi confratelli Federico Lombardi, direttore generale dell’emittente, Andrzej Koprowski, direttore dei programmi, Lech Rynkiewicz e Félix Juan Cabasés. Presenti Alberto Gasbarri, direttore amministrativo, e Sandro Piervenanzi, direttore tecnico. All’inizio della messa — diretta da monsignor Karcher, cerimoniere pontificio — è stato Lombardi a salutare il segretario di Stato, «nella cui persona sentiamo presente il Papa». Anzitutto, ha detto, «vogliamo pregare e ringraziare Dio per averci chiamato in questa avventura di annunciare la parola di Dio al servizio della Chiesa». Un pensiero particolare il direttore generale ha avuto per tutti i dipendenti, presenti con i familiari, i pensionati e i collaboratori.

Hanno anche concelebrato i monsignori Polvani, della Segreteria di Stato, Tighe e Scotti, segretario e segretario aggiunto del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, i salesiani Migliasso, direttore generale della Tipografia Vaticana Editrice L’Osservatore Romano, e Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana, i monsignori Piechota e Lucchini, della segreteria particolare del cardinale Bertone, e una ventina di gesuiti che lavorano o hanno prestato servizio alla Radio Vaticana. Tra i presenti, il vescovo Paolo De Nicolò, reggente della Prefettura della Casa Pontificia, il vescovo eletto Sciacca, segretario generale del Governatorato, che ha accolto il segretario di Stato, la principessa Elettra Marconi, figlia dello scienziato, numerose autorità in rappresentanza di tutti gli organismi vaticani e il direttore del nostro giornale.

Dopo la messa il cardinale ha conferito onorificenze pontificie a sei dipendenti «per il loro fedele servizio al Papa e alla Chiesa». A ricevere il riconoscimento per prima è stata l’ottantenne Maria Tonceva, originaria della Bulgaria. Con lei sono stati premiati Seán Patrick Lovett, Pietro Cocco, Angelo Pacifici, Maurizio Boggio e Giuseppe Miss. Infine il direttore Lombardi ha donato al cardinale Bertone la prima copia dell’opera, in due volumi, Ottant’anni della Radio del Papa (Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2011) che sarà presentata il 4 ottobre.

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