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La quinta
catechesi

· ​Con i giovani a pranzo ·

«Una vera e propria catechesi»: è unanime il giudizio dei dodici giovani — un ragazzo e una ragazza da ciascun continente, più due polacchi — che hanno pranzato con Francesco al suo rientro in arcivescovado, nella tarda mattinata di sabato 30 luglio.

Rinnovando un’altra delle tradizioni delle gmg affermatasi nelle ultime edizioni, il Papa si è seduto con loro alla stessa tavola. Ha intessuto un dialogo, ne ha ascoltato le storie, ha chiarito dubbi, soprattutto ha infuso speranza: anticipo di quanto accade in serata con la veglia di preghiera al Campus misericordiae, l’immenso spazio tra la periferia di Cracovia e la cittadina di Wieliczka che ospita le celebrazioni conclusive della gmg in terra polacca.

Il gruppo era composto da dodici giovani volontari e dalla loro portavoce Dorota: tra loro ragazze e ragazzi del Vietnam, del Canada, della Costa d’Avorio, dello Zimbabwe, dell’Ucraina e della Russia. Visibilmente felici, alcuni hanno raccontato le loro impressioni: come il brasiliano Jose, missionario della comunità Shalom, primo volontario internazionale qui a Cracovia dal mese di gennaio, e la polacca Malgorzata, incaricata della registrazione dei pellegrini, attraverso un nuovo metodo che verrà utilizzato anche nelle prossime edizioni. O come Fatima, neozelandese con un fiore che le ornava i capelli sopra l’orecchio: ha chiesto al Papa quale fosse la sfida più grande e la risposta è stata che i giovani non devono perdere la speranza, non devono arrendersi mai. O come la colombiana Paula, che ha sottolineato l’umiltà e la semplicità del Papa: «stare con lui è come stare con un papà, come a un pranzo in famiglia» ha detto. Durante l’incontro, durato un’ora e mezza, Francesco ha infatti parlato tra l’altro dei suoi gusti alimentari e musicali, del suo rapporto con la preghiera e la confessione, ricordando che proprio da un’esperienza al confessionale all’età di 17 anni è maturata la sua vocazione, della calma e della tranquillità che sente da quando è stato eletto Papa: «una grazia di Dio» l’ha definita. Soprattutto ha dispensato consigli per l’evangelizzazione, facendo esempi concreti per portare il Vangelo nella vita quotidiana. Insomma, come hanno ripetuto i giovani commensali, il pranzo si è trasformato in «una vera e propria catechesi: la quinta» dopo le quattro istituzionali tenute dai vescovi per i vari gruppi linguistici nell’ambito della gmg. (gianluca biccini)

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21 marzo 2019

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