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La questione migrazioni s’impone all’Unione europea

· Il Governo italiano la conferma una priorità del suo semestre di presidenza di turno ·

L’Europa sta cercando il modo di aumentare il contributo comunitario agli sforzi dell’Italia per gestire l’aumento dei flussi migratori «nell’ambito delle risorse disponibili»: lo ha ribadito ieri la commissaria agli Affari interni, Cecilia Malmström, in una dichiarazione rilasciata dopo le nuove morti di migranti nel Mediterraneo. Ma la questione migratoria non è riconducibile al sia pure importante versante finanziario. In essa s’intrecciano molteplici aspetti, dai soccorsi in Mediterraneo alle migliaia di migranti e profughi in cerca di scampo da guerre e fame, alla lotta alle organizzazioni criminali che li sfruttano, ai timori sul piano sanitario, fino alle politiche di cooperazione con i Paesi di provenienza.

Su tutti questi aspetti non mancano polemiche. Il Governo italiano, impegnato nell’operazione Mare Nostrum che ha salvato oltre sessantamila persone dall’inizio dell’anno, ma che viene contestata da alcune forze politiche, è tornato ieri a denunciare, con il ministro dell’Interno Angelino Alfano, l’assenza dei partner continentali. Del superamento di questa condizione il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, promette di fare un punto cruciale del semestre di presidenza di turno italiana dell’Unione europea, che inizia oggi. Da parte sua, il sottosegretario alle Politiche europee, Sandro Gozi, ha detto che i capi di Stato e di Governo dell’Unione, designando Jean-Claude Juncker come prossimo presidente della Commissione europea, lo hanno già «impegnato politicamente a mettere l’immigrazione come grande priorità dei cinque anni di legislatura».

Stanno intanto raggiungendo i porti italiani le navi che nel fine settimana hanno soccorso e imbarcato oltre cinquemila profughi e migranti.

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17 luglio 2019

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