Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

La protezione dei civili
nei conflitti armati

· Intervento della Santa Sede all’Onu ·

Le guerre di oggi si fanno non tra eserciti, ma contro le popolazioni civili. Se fino all’inizio del Novecento le vittime civili rappresentavano infatti il 5 per cento del totale dei morti in guerra, oggi sono più del 90 per cento. 

Da questa drammatica evidenza è partito l’arcivescovo Bernardito Auza, Osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite, intervenendo ieri al dibattito tenuto dal Consiglio di sicurezza sulla protezione dei civili nei conflitti armati. Le conseguenze di questa deriva di deliberati attacchi contro civili inermi, ha ricordato l’arcivescovo, sono sotto gli occhi di tutti: un numero enorme di vittime, compresi molti bambini; massicci spostamenti, la crisi dei rifugiati e le migrazioni; la distruzione intenzionale di infrastrutture civili, come le scuole e le strutture sanitarie; l’uso di civili come armi da guerra; un totale disprezzo per la sicurezza degli operatori umanitari e dei giornalisti; altre chiare violazioni del diritto umanitario internazionale.

E le responsabilità «vanno ben al di là di quanti i civili massacrano direttamente», ha detto il rappresentante della Santa Sede. Infatti, «l’intera comunità internazionale è coinvolta in questi crimini efferati in un modo o nell’altro, dal nostro silenzio e dalla nostra indifferenza, per esempio, e dal fatto che vengono perpetrati con armi prodotte e fornite dai motori industriali del mondo, e vendute apertamente o sul mercato nero».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE