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La profondità
delle piccole cose

Un’altra prova di una scrittrice straordinaria, che si è rivelata al pubblico italiano in questi ultimi anni. Elizabeth Strout (Mi chiamo Lucy Barton, Einaudi, Torino, 2016, pagine 168, euro 17,50) narra di vicende quotidiane dal profilo esile, normale, nelle quali ciascuno di noi si può facilmente riconoscere.

Lo scrive Lucetta Scaraffia aggiungendo che la Stout sa infondere nelle sue parole profondità e pietà: la profondità di chi sa far comprendere, attraverso la narrazione di ogni vita, anche la più umile e dimenticabile, il senso profondo di ogni esistenza umana. E la pietà di chi vede le debolezze umane senza condannarle, ma cogliendole come occasione di amore e di perdono. Non nomina mai Dio la scrittrice, eppure noi lo vediamo all’opera in ogni rapporto in cui l’amore umano, pur nella sua imperfezione, riesce a medicare una ferita, del corpo e dell’anima. E capiamo come Dio sia presente proprio fra noi, nelle maglie apparentemente prive di interesse dei piccoli gesti quotidiani, negli sguardi e nelle parole di ogni giorno.

Ad esempio nel medico che cura per lungo tempo la protagonista Lucy di una malattia difficile da diagnosticare, e che lei definisce acutamente come medico della sua anima. Ma poi racconta anche come, quando il medico andò in pensione, non fu capace di scrivergli per ringraziarlo, per dirgli cosa lui aveva significato per lei in un momento difficile della vita: «avrei potuto scrivergli una lettera, e fargli sapere che cosa aveva significato per me, ma la mia vita era piena di guai e avevo la testa altrove. Non gli ho mai scritto. Non l’ho mai più visto». E questo lo confessa proprio Lucy, che nel frattempo era diventata una famosa scrittrice.

Mai la vita di una donna, e di una donna di successo — che da una condizione di grave indigenza è diventata una famosa scrittrice, che ha due figlie — è stata radiografata con tanta onestà, con tanto realismo lontano dalle sirene utopiche che hanno rivestito l’emancipazione femminile nel nostro tempo.

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19 novembre 2019

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