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La procura chiede l’annullamento
della costituente

È in programma oggi l’insediamento dell’assemblea costituente venezuelana, eletta domenica scorsa per volere del presidente Nicolás Maduro. Un organismo fortemente contestato sin dall’inizio dall’opposizione e non riconosciuto dalla maggioranza dei paesi della comunità internazionale. La giornata si prospetta ad alta tensione, dal momento che i deputati del parlamento, dove l’opposizione ha la maggioranza, hanno invitato la popolazione a scendere in piazza in concomitanza con l’insediamento della costituente.

L’assemblea, composta da 545 membri, tra i quali figurano anche la moglie e il figlio del presidente Maduro, avrà ampi poteri. In particolare potrà modificare le leggi in vigore e intervenire sulla magistratura.

Lo scontro istituzionale è a livelli molto alti. Sulla nuova costituente pende un’inchiesta del procuratore generale, Luisa Ortega Díaz, che ha chiesto a un tribunale di Caracas l’annullamento dell’insediamento. L’iniziativa è giunta dopo una denuncia sulla manipolazione dei risultati elettorali avanzata da Smartmatic, la società che da oltre un decennio è responsabile del supporto logistico per le elezioni. Sul fronte internazionale la Casa Bianca ha reso noto che non riconoscerà l’assemblea costituente. Le elezioni di domenica sono servite a inserire nella nuova assemblea tutti i politici fedeli al presidente, ha dichiarato il portavoce del dipartimento di stato, Heather Nauert. «Il processo è stato truccato dall’inizio», ha affermato Nauert. «In un paese che già soffriva di malnutrizione, il regime ha minacciato che chi non avesse votato avrebbe perso l’accesso al cibo, alla pensione e ai benefit lavorativi», ha aggiunto.

L’Organizzazione degli stati americani (Osa) e il Mercosur hanno convocato riunioni ad alto livello per i prossimi giorni, per decidere come affrontare la crisi. Un altro summit è stato organizzato dal presidente peruviano, Pedro Pablo Kuczynski, per l’8 agosto. Il Paraguay e l’Argentina chiedono l’espulsione del Venezuela dal Mercosur, mentre Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Messico, Panamá e Paraguay hanno confermato la loro partecipazione all’incontro di Lima.

Ma Maduro sembra deciso ad andare avanti con l’insediamento della costituente, i cui membri già promettono misure drastiche contro il parlamento e contro il procuratore generale Ortega Díaz. Il presidente respinge le accuse di manipolazione dei risultati del voto. Maduro ha inoltre annunciato che «bisognerà togliere l’immunità parlamentare a chi la usa come garanzia di impunità», mentre sua moglie, Cilia Flores, e l’ex ministro, Iris Varela, elette alla costituente, hanno minacciato un «castigo esemplare» per coloro che hanno «appoggiato la sovversione» come Ortega Díaz, che, hanno detto, «finirà in manette e dietro le sbarre».

Da parte sua il procuratore generale mantiene la sua posizione intransigente, denunciando «il quadro fraudolento, illegale e incostituzionale» della costituente e lanciando un appello alla comunità internazionale.

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