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La principale missione
resta quella di evangelizzare

· L’incontro con Cirillo ha concluso la visita in Russia del patriarca ortodosso di Alessandria ·

Mosca, 1. La visita al monastero stavropigiale della Trasfigurazione del Signore alle isole Solovki, il lago Bajkal, le diocesi di Irkutsk (dove ha venerato le reliquie di san Innocenzo, primo vescovo locale) e di Ekaterinburg (con sosta al monastero dei Sati martiri imperiali), infine l’incontro con il patriarca di Mosca, Cirillo, con il quale ha concelebrato la divina liturgia nella cattedrale della Dormizione al Cremlino: sono le principali tappe del viaggio compiuto in Russia, dal 19 al 29 agosto, dal primate della Chiesa ortodossa di Alessandria, patriarca Teodoro ii.

Durante il loro colloquio, avvenuto venerdì scorso, Cirillo e Teodoro hanno affrontato vari argomenti, anche di stretta attualità, come la crisi in Ucraina. Ma il patriarca di Mosca ha tenuto soprattutto a sottolineare i buoni rapporti fra le due Chiese, entrambe «missionarie» (il patriarcato di Alessandria fra l’altro responsabile di tutto il continente africano): «Noi dobbiamo portare la luce di Cristo ai popoli dell’immenso continente eurasiatico che non sono ancora cristiani — ha osservato Cirillo — ma anche lavorare a nuove sfide fra le persone che sono di tradizione ortodossa ma restano lontano dalla Chiesa o non sono state battezzate. La conseguenza del nostro pesante passato. Per questa ragione fondiamo attualmente nuove diocesi, raggruppiamo le diocesi in metropolie, anche in Estremo oriente, in Siberia, nel grande Nord, regioni che hanno più sofferto le persecuzioni contro la Chiesa ortodossa russa». Oggi, ha aggiunto il patriarca di Mosca, «apriamo centinaia di altre missioni; giovani ed energici vescovi sono chiamati a lavorare in nuove diocesi, a esercitarvi un ministero di missione».
Dal canto suo Teodoro ii ha ricordato quando, tempo fa, ha reso visita a una diocesi del Madagascar: «Ho camminato tanto, mi sono spostato in barca per raggiungere un luogo difficilmente accessibile. All’ora del crepuscolo e poi nella notte ho provato emozione e gioia perché il Signore mi aveva considerato degno di pormi nel ruolo di un apostolo, di un missionario. Ho sentito una pace interiore. Vostra santità», ha detto poi il patriarca di Alessandria rivolto a Cirillo, «ha per compito la missione di ricristianizzare il suo popolo. Parlate come un apostolo, come il principe Vladimiro fece prima di voi, per riscaldare la speranza di salvezza nei cuori. Io, per parte mia, devo annunciare Cristo a popolazioni che non hanno mai sentito parlare di Lui».

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