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Per la prima volta a una giornalista

· Svetlana Alexievič vince il Nobel per la letteratura ·

Il Nobel per la letteratura 2015 è stato assegnato alla scrittrice bielorussa Svetlana Alexievič «per la sua opera polifonica, un monumento alla sofferenza e al coraggio del nostro tempo» si legge nella motivazione dell’Accademia Reale Svedese. Per la prima volta nella storia dei Nobel viene premiata un’autrice che privilegia la forma del reportage giornalistico.

Svetlana Aleksievič è nata in Ucraina nel 1948, da padre bielorusso e madre ucraina, entrambi insegnanti nelle scuole rurali. Dopo la laurea in giornalismo presso l’Università di Minsk, ha lavorato per varie testate giornalistiche prima di dedicarsi ai reportage di ampio respiro e alla scrittura per il teatro. Alexievič è famosa a livello internazionale per i suoi libri reportage che, con coraggio, hanno svelato aspetti oscuri e ambigui della Russia tra comunismo e postcomunismo. Le sue opere sono tradotte in oltre quaranta lingue. In Italia le edizioni e/o hanno pubblicato Preghiera per Černobyl’. Cronaca del futuro (2002), Ragazzi di zinco (2003) sui reduci della guerra in Afghanistan, La guerra non ha un volto di donna (2005) sulle donne sovietiche al fronte nella seconda guerra mondiale e Incantati dalla morte (2005) sui suicidi in seguito al crollo dell’Urss.

Nel 2014 Bompiani ha pubblicato Tempo di seconda mano: la vita in Russia dopo il crollo del comunismo (pagine 778, euro 24) un ritratto senza censure, ma non privo di compassione, dell’homo sovieticus che costituisce il coronamento ideale di un lavoro di trent’anni. Sono decine i protagonisti-narratori che raccontano cos’è stata la svolta epocale tuttora in atto: contadini, operai, studenti, intellettuali, dalla semplice militante al generale, all’alto funzionario del Cremlino, al volonteroso carnefice di ieri forse ormai consapevole dei tanti, troppi orrori del regime che serviva.

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14 novembre 2019

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