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Il primo goal è difendere la dignità umana

· In Colombia e Brasile campagne contro la tratta in vista dei prossimi mondiali di calcio ·

«Un flagello che cresce ogni giorno e viola tutti i diritti, un fenomeno globale che non rispetta le persone e tende a intensificarsi negli scenari dei mega eventi», come nel caso dei prossimi campionati mondiali di calcio, in programma dal 12 giugno al 13 luglio in Brasile.

Bambini e giovani i soggetti più a rischio di sfruttamento sessuale, «solo una delle modalità della tratta di esseri umani in Colombia e nel mondo». Suor Genoveva Nieto, delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, parla della campagna «Gioca per la vita, denuncia la tratta delle persone», promossa per la Quaresima dai vescovi del Brasile e alla quale ha aderito in Colombia la rete «Tamar» che lavora proprio in questo campo e alla quale appartengono le vincenziane.

In Colombia l’iniziativa, partita il 12 febbraio, si articola in incontri di informazione e formazione che coinvolgeranno adolescenti, giovani, docenti, religiosi. Il 12 di ogni mese e fino al 12 giugno (giorno d’inizio del mondiale di calcio) si inviteranno responsabili e istituzioni a diffondere i contenuti di un dossier, preparato per l’evento, in tutti i Paesi dell’America latina, con l’obiettivo di rendere cosciente l’opinione pubblica di un problema che non si esaurirà di certo con la fine di Brasile 2014.

In Brasile invece la campagna di fraternità promossa dalla Conferenza episcopale prenderà il via il 5 marzo, mercoledì delle Ceneri, con lo slogan «Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi».

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09 dicembre 2019

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