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​La preghiera di Thérèse Vanier

«Possano le persone oppresse e quelle che le opprimono liberarsi vicendevolmente. Possano coloro che sono disabili e coloro che pensano di non esserlo aiutarsi gli uni gli altri. Possano quanti necessitano di qualcuno che li ascolti toccare i cuori di quanti sono troppo indaffarati. Possano coloro che non hanno una casa portare gioia a coloro che, controvoglia, aprono le loro porte. Possano quanti sono nella solitudine sanare coloro che credono di essere autosufficienti. Possano i poveri sciogliere i cuori dei ricchi. Possano coloro che cercano la verità dare la vita a quanti sono soddisfatti perché l’hanno già trovata. Possano i moribondi che vorrebbero non morire essere confortati da coloro che trovano durissimo vivere. Possano coloro che non sono amati essere autorizzati ad aprire i cuori di quanti non riescono ad amare. Possano i prigionieri trovare la vera libertà e liberare altri dalla paura. Possano coloro che dormono in strada condividere la loro gentilezza con quanti non riescono a comprenderli. Possano gli affamati strappare il velo dagli occhi di quanti non sono affamati di giustizia. Possano coloro che vivono senza speranza purificare i cuori dei loro fratelli e delle loro sorelle che hanno paura di vivere. Possano i deboli confondere i forti. Possa l’odio venire superato dalla compassione. Possa la violenza essere neutralizzata dagli uomini e le donne di pace. Possa essa arrendersi a coloro che sono totalmente vulnerabili. Perché noi tutti possiamo essere guariti». È stata Thérèse Vanier, morta a 91 anni, ad aver scritto questa preghiera. Nata in Canada nel 1923, laureatasi in medicina a Londra, Thérèse iniziò a lavorare nel reparto di ematologia del St. Thomas Hospital: nel 1965 sarà la prima donna primario dell’ospedale. Pioniera nella diffusione delle cure palliative in Europa e grande esperta nel settore, dopo aver preso parte al pellegrinaggio di Fede e Luce nel 1971 a Lourdes, decise di dedicarsi all’Arca, comunità ecumenica di vita con disabili mentali fondata dal fratello Jean. Fu Thérèse ad aprire, nel 1973, la prima comunità inglese dell’Arca, Little Ewell a Barfrestone nel Kent. Coordinatrice della regione dell’Europa settentrionale (Inghilterra, Scozia, Danimarca, Norvegia e Irlanda), responsabile della comunità londinese dell’Arca fino al 1981, grande fautrice dell’ecumenismo, di Thérèse tutti ricordano la dolcezza, la forza e il senso dell’umorismo.

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25 agosto 2019

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