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La preghiera di Doppio Rhum

· Capitan Miki e due originali ubriaconi ·

EsseGesse ha nutrito intere generazioni di lettori di fumetti in Italia: la sigla richiama le iniziali di Pietro Sartoris (1925-1989), Dario Guzzon (1926-2000), Giovanni Sinchetto (1922-1991), tre giovani torinesi che decisero di unirsi in un sodalizio divenuto noto nel momento in cui (1950) crearono il loro primo personaggio corale, Olenwald il Nibelungo, pubblicato sulla Gazzetta dei piccoli dal febbraio al giugno 1950.

Capitan Miki, Doppio Rhum e Salasso

In seguito i tre idearono altri personaggi famosi, quali Capitan Miki, Blek Macigno, il Comandante Mark, tutti accompagnati da una coppia di personaggi singolari: Salasso e Doppio Rhum per Capitan Miki, il giovane Roddy e il dottor Occultis per il grande Blek, Mister Bluff e Gufo Triste per il Comandante Mark. Chi scrive ha trascorso insieme a loro, e all’inossidabile Tex Willer creato da Gian Luigi Bonelli, ore liete della sua adolescenza.
Il primo eroe a vedere la luce (1951) fu il “ranger ragazzino” — Capitan Miki, appunto — cui facevano da spalla due simpatici ubriaconi: un dottore a dir poco originale e un barbuto trapper dalle gambe storte divenuto per Miki un padre adottivo. Il successo travolgente di questa prima striscia (giunse fino a superare le cinquecentomila copie settimanali) garantì la fortuna del marchio e facilitò le creazioni future (Blek Macigno comparve nel 1954, il Comandante Mark nel 1966).

Nel marzo 2005 s’iniziò la Maxi raccolta Miki: nel primo volume confluì «il materiale che nel 1951-1952 andò a comporre la prima serie delle celebri strisce della Collana Scudo, più la prima serie delle nuove storie pubblicate dalla casa editrice Dardo nel 1994-1995, sotto la direzione di Dario Guzzon». Le strisce del 1951-1952, infatti, sembrano avere tra i loro obiettivi anche un fine catechetico: non soltanto l’eroe e i suoi fidi compagni invocano il nome di Dio in momenti difficili, ma neppure si trattengono dall’indurre i delinquenti a rivolgersi all’Altissimo per chiederne il perdono, né i malvagi si trattengono dal farlo. Cambia invece la prospettiva nelle nuove storie pubblicate dalla Dardo nel 1994-1995, dove nulla resta di tutto ciò, evidenziando, in tal modo, la particolarità della prima stagione, quando Miki, Salasso e Doppio Rhum parlavano di Dio. Quanta differenza dai nostri tempi, nei quali non si può e non si vuole parlare di Dio in nome di una malintesa educazione alla libertà, finendo in tal modo per educare all’ateismo pratico.

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