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In preghiera per il Messico
devastato dal terremoto

· ​All’udienza generale ·

Il Papa in piazza San Pietro prega con i  bambini messicani per le vittime del terremoto

Papa Francesco è vicino alla popolazione del Messico vittima del devastante terremoto che martedì 19 settembre ha colpito la capitale e le regioni circostanti. All’udienza generale di mercoledì 20, salutando i fedeli di lingua spagnola in piazza San Pietro — tra di loro anche numerosi pellegrini giunti dal Messico — il Pontefice ha rivolto il suo pensiero al Paese latinoamericano sconvolto dal sisma. «In questo momento di dolore voglio manifestare la mia vicinanza e la mia preghiera a tutta la cara popolazione messicana» ha detto invitando i presenti a elevare una «preghiera a Dio perché accolga nel suo grembo coloro che hanno perso la vita e conforti i feriti, i loro familiari e quanti hanno subito danni». Il Papa ha esortato anche a pregare per «tutto il personale di servizio e di soccorso che presta aiuto a tutte le persone coinvolte».

In precedenza Francesco aveva svolto la catechesi dedicata al tema della speranza scegliendo di rivolgersi «direttamente con il “tu”» ai suoi interlocutori. Come un «educatore» e un «padre», il Papa ha immaginato «di parlare a un giovane, o a qualsiasi persona disposta a imparare». E, sotto forma di esortazione, ha invitato soprattutto a coltivare ideali, a vivere «per qualcosa che supera l’uomo», a «non avere paura di sognare». Perché, ha spiegato, «alla fine dell’esistenza non ci aspetta il naufragio: in noi palpita un seme di assoluto». E «tutto nasce per fiorire in un’eterna primavera».

L’udienza generale 

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19 luglio 2019

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