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La preghiera con l'arcivescovo di Canterbury

«Ciò che noi condividiamo in Cristo è più grande di ciò che continua a dividerci». Tra cattolici e anglicani non mancano difficoltà e tensioni, ma per il Papa questo è il momento «per riparare le divisioni del passato e affrontare le sfide del presente con speranza verso il futuro». Benedetto XVI lo riafferma incontrando — nel pomeriggio di venerdì 17 settembre — l'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, primate della comunione anglicana.

Durante la visita alla sua residenza londinese, nel Lambeth Palace, e poi nel corso della celebrazione svoltasi nell'abbazia di Westminster, il Pontefice ribadisce che «la collaborazione ecumenica rimane essenziale», soprattutto perché contribuisce a «promuovere la pace e l'armonia in un mondo che così spesso sembra a rischio di frammentazione». In questo senso la Chiesa «è chiamata a essere inclusiva», anche se questo — puntualizza — non può avvenire «a scapito della verità cristiana». A preoccupare il Papa è soprattutto il rischio del «conformismo intellettuale» e del «facile adattamento allo spirito del tempo», che appannano l'autentico spirito dell'ecumenismo e impediscono ai cristiani di testimoniare il Vangelo come «chiave di un autentico e integrale sviluppo umano».

Nella società della globalizzazione e dell'interdipendenza «siamo sfidati — ricorda Benedetto XVI — a proclamare con rinnovata convinzione la realtà della nostra riconciliazione e liberazione in Cristo». «Siamo servitori — gli fa eco Williams — dell'unità del popolo di Cristo, dell'unico Corpo di Cristo. E dobbiamo tutti percepire che ognuno dei nostri ministeri è sminuito dal fatto che siamo divisi». Una consapevolezza che trova espressione nel rinnovato impegno a «migliorare i rapporti ecumenici» contenuto nel comunicato congiunto diffuso al termine dell'incontro.

I discorsi di Benedetto XVI

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