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La povertà è una scelta politica

· ​Aumentano le disuguaglianze economiche nel mondo ·

 Le fortune dei super-ricchi sono aumentate del 12 per cento nel 2018, al ritmo di 2,5 miliardi di dollari al giorno. Nello stesso periodo 3,8 miliardi di persone, che costituiscono la metà più povera dell’umanità, hanno visto decrescere i loro averi dell’11 per cento. Ventisei ultramiliardari lo scorso anno possedevano la ricchezza equivalente a quella della metà più povera del pianeta. Una concentrazione di enormi fortune nelle mani di pochi, che, secondo l’ultimo rapporto dell’Oxfam che da oggi è al vaglio dei partecipanti al World Economic Forum di Davos, evidenzia l’iniquità sociale e l’insostenibilità del sistema economico. A livello globale si registra anche una forte discriminazione di genere. Le donne guadagnano in medio il 23 per cento in meno rispetto agli uomini, i quali controllano oltre l’86 per cento delle aziende. Inoltre il lavoro di cura, che non viene retribuito e per lo più è affidato alle donne, rappresenta «un enorme sussidio nascosto all’economia» che «paradossalmente amplifica le diseguaglianze economiche perché interessa soprattutto le fasce più povere della popolazione, che si ritrovano con minor tempo a disposizione per guadagnarsi da vivere e accumulare ricchezza nel corso del tempo».

Ad aggravare la situazione ci sarebbero inoltre delle precise scelte politiche. I servizi pubblici sono sistematicamente sotto-finanziati o vengono esternalizzati ad attori privati, con la conseguenza che spesso i più poveri ne vengono esclusi. Ecco perché in molti paesi un’istruzione e una sanità di qualità sono diventate un lusso che solo i più abbienti possono permettersi. Si registra infatti che ogni giorno 10.000 persone muoiono nel mondo perché non sono in grado di pagarsi le spese mediche. Come conseguenza nei paesi in via di sviluppo un bambino di una famiglia povera ha il doppio delle possibilità di morire entro i primi 5 anni di vita rispetto a un suo coetaneo benestante. E anche le prospettive di vita sono molto diverse. In Kenya, ad esempio, un bimbo ricco frequenterà la scuola per il doppio degli anni rispetto a uno proveniente da una famiglia non agiata.

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22 agosto 2019

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