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La porta non si è chiusa

· ​A Caltagirone il cardinale Monterisi conclude le celebrazioni per il bicentenario della diocesi ·

«Sono sicuro che, dopo il bicentenario, con la stessa forza di volontà dei vostri padri, voi vi impegnerete a sanare le disgrazie, come anche le sconfitte morali, i contrasti, specialmente le piaghe della corruzione e della criminalità, che hanno turbato la vita di questa città, come di tutta la Sicilia, durante il periodo passato e al presente»: è stato un forte invito alla solidarietà e all’impegno per una società più giusta quello fatto dal cardinale Francesco Monterisi, inviato speciale di Papa Francesco, durante la messa che, nella serata di mercoledì 11 gennaio, ha concluso le celebrazioni per il bicentenario della diocesi di Caltagirone.

Chiaro il richiamo risuonato nella cattedrale: «La vostra fortezza, rettitudine e senso cristiano, frutto di questo bicentenario, potranno contribuire molto a sanare, magari in radice, questi mali». Un impegno per il quale il porporato ha suggerito di prendere ispirazione da uno dei figli più celebri di questa terra siciliana, don Luigi Sturzo: «La sua dottrina e la sua azione, di profonda ispirazione cristiana — ha ricordato — hanno aperto vie nuove per il progresso spirituale, sociale e politico del nostro paese, e di tante altre nazioni. Egli ha mostrato in concreto che il “senso cristiano della vita” è il terreno e il materiale più adatto a costruire la casa di una società più giusta e solidale, anche oggi, come al suo tempo». 

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19 ottobre 2019

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