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La poetessa che ha sempre
un libro tra le mani

· All’uruguaiana Ida Vitale il premio Cervantes ·

La poetessa uruguayana Ida Vitale (Montevideo, 1923) è stata insignita del Premio di letteratura in lingua castigliana Miguel de Cervantes 2018. La prestigiosa onorificenza, conferita in Spagna dal ministero della cultura e dello sport, è considerata il Nobel della letteratura spagnola. La giuria ha riconosciuto la «traiettoria poetica e intellettuale (come critica e traduttrice) di prim’ordine» dell’autrice, che ha già ricevuto diversi premi nella sua carriera. In questa occasione, il riconoscimento letterario assume particolare importanza nel mondo della letteratura, perché quest’anno non è stato attribuito il Nobel per la Letteratura, a causa dello scandalo che ha coinvolto l’Accademia svedese, la quale ha deciso di rimandarne il conferimento al 2019. 

Ida Vitale

«Gli spagnoli sono ancora tanto pazzi come all’epoca della conquista», ha scherzato la scrittrice nell’apprendere la notizia. È la quinta donna nella storia a ricevere questo premio istituito nel 1976. Inoltre, con la sua decisione, la giuria ha infranto una sorta di norma non scritta che consisteva nell’alternare ogni anno autori latinoamericani e autori spagnoli. Sebbene non figuri nel regolamento del premio, era stata fedelmente rispettata dal 1996. Nel 2007 era stato premiato il romanziere e giornalista nicaraguense Sergio Ramírez — che quest’anno ha fatto parte della giuria — e anche nella presente edizione il Cervantes resta dall’altra parte dell’Atlantico. È il secondo autore uruguayano a ricevere questo premio, dopo lo scrittore Juan Carlos Onetti, che l’ha vinto nel 1980.
Vitale fa parte della famosa generazione del 45, che in Uruguay ha riunito autori di stili e generi molto diversi. Ha scritto principalmente poesie, in particolare poesie brevi. Ha esordito nel 1949 con l’opera La luz de esta memoria, ma ha pubblicato anche molti testi in prosa e traduzioni. Particolarmente importante è stata la sua produzione come saggista e critica. Una delle opere più significative nel suo percorso creativo, che è al tempo stesso una delle creazioni più complesse della letteratura in lingua spagnola della fine del xx secolo, è il libro Léxico de afinidades (1994). In essa riporta in ordine alfabetico le parole che compongono il suo singolare vocabolario, attraverso un linguaggio poetico ricco e una prosa agile.
Per Ida Vitale la riflessione sui limiti della parola è il filo con cui intessere i suoi versi. Il suo carattere è vivace e ironico e sprigiona immensa vitalità e capacità di lavoro. Il suo linguaggio è preciso, flessibile, ricco d’ironia e di sottigliezze, intelligente. La giuria del Cervantes lo ha messo in evidenza come «uno dei più importanti e riconosciuti della poesia moderna in lingua spagnola, che è al tempo stesso intellettuale e popolare, universale e personale, trasparente e profondo». E ha ricordato anche il suo influsso sulla letteratura spagnola. «Divenuta da qualche tempo un punto di riferimento fondamentale per poeti di tutte le generazioni e in tutti gli angoli dello spagnolo», si legge nella motivazione della giuria.
Dopo che nel 1974, a causa della dittatura militare, ha lasciato il suo paese per il Messico, non si è più fermata. Da allora ha messo radici in diversi paesi, come la Francia e gli Stati Uniti. A 95 anni appena compiuti, e di ritorno alla sua Uruguay natale, dopo quarant’anni di esilio, il suo percorso non sembra affatto concluso.
Per Ida Vitale, il 2018 è stato ed è un anno pieno di premi e di riconoscimenti. Qualche mese fa è stata insignita del premio Fil della Letteratura nelle Lingue Romanze — la cerimonia di conferimento si terrà il prossimo 24 novembre a Guadalajara — un importante premio attribuito dalla Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara, la più famosa del mondo ispanico. Nel concederle tale riconoscimento, la giuria ha riconosciuto la grandezza della sua «forza poetica nell’ambito della lingua spagnola, lucida e attenta all’accadere umano nella parola». E ha altresì sottolineato che la sua «raffinata voce poetica, attaccata al mondo naturale, alle espressioni artistiche e al trascorrere del tempo vissuto, sa rinnovare la tradizione e affermare la sua presenza nella modernità». Tale riconoscimento, insieme al Cervantes, si somma ad altri importanti premi come il Premio internazionale di poesia e saggistica Octavio Paz (condiviso con Ramón Xirau) nel 2009; il Premio al Merito Culturale di Città del Messico Carlos Monsivais e il Premio Internazionale Alfonso Reyes, entrambi nel 2014; il Premio Reina Sofía de Poesia Iberoamericana nel 2015; il Premio Federico García Lorca nel 2016 e il Premio Max Jacobs (Parigi) nel 2017.
La scrittrice uruguayana si considera un’avida lettrice, sempre con un libro tra le mani. Tra le pagine altrui ha forgiato anche il suo stile. Tra le sue fonti d’ispirazione figurano il poeta spagnolo e premio Nobel per la letteratura Juan Ramón Jiménez e il genio nicaraguense Rubén Darío, che menziona in modo ricorrente nelle sue interviste. Considera il primo come suo maestro di poesia. Da lui ha imparato che tutto si può perfezionare e migliorare — «non la toccare più, che così è la rosa», scrive il poeta — e da qui il suo gusto di correggere, cancellare, cambiare, rifare continuamente. Dal secondo ha imparato «a dire tutto quello che intendeva senza sacrificare sottigliezza e bellezza. E senza vanità».
Ida Vitale riceverà il premio dalle mani del re di Spagna Felipe vi, nel Paraninfo dell’Università di Alcalá de Henares, il prossimo 23 aprile, giornata internazionale del libro in cui si commemora la morte di Miguel de Cervantes.

di Lorena Pacho Pedroche

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20 novembre 2019

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