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La pietra ribaltata

· All’udienza generale Papa Francesco parla delle celebrazioni del triduo pasquale e ricorda Giovanni Paolo II nel decimo anniversario della morte ·

«La pietra del dolore è ribaltata lasciando spazio alla speranza»: nell’evocativa immagine scelta da Papa Francesco per descrivere «il grande mistero della Pasqua», la chiave di lettura per vivere il triduo santo. Alla vigilia dell’inizio delle celebrazioni pasquali, il Pontefice ha infatti dedicato l’udienza generale a quello che è «culmine di tutto l’anno liturgico» e, ha subito aggiunto, «anche il culmine della nostra vita cristiana». Perché, ha spiegato ai numerosi fedeli presenti in piazza San Pietro, «la nostra vita non finisce davanti alla pietra di un sepolcro»; al contrario «va oltre con la speranza in Cristo che è risorto proprio da quel sepolcro».

He Qi, «Il Signore è risorto»

Del resto, ha detto ancora Papa Francesco, «Gesù, col suo Sacrificio, ha trasformato la più grande iniquità nel più grande amore». Per questo «nel corso dei secoli» ci sono stati e continuano a esserci «uomini e donne che con la testimonianza della loro esistenza riflettono un raggio di questo amore perfetto, pieno, incontaminato». E in proposito ha voluto rievocare la figura «don Andrea Santoro, sacerdote della diocesi di Roma e missionario in Turchia», assassinato a Trebisonda nel 2006, definendolo «un eroico testimone dei nostri giorni. E anche oggi — ha sottolineato in una delle numerose aggiunte al testo preparato — ci sono tanti uomini e donne, veri martiri che offrono la loro vita con Gesù per confessare la fede, soltanto per questo motivo».

Da qui l’invito conclusivo a celebrare la Pasqua non con «il rimpianto di chi dice ormai», ma con la «speranza di chi si apre a un presente pieno di futuro».

Successivamente, salutando come di consueto i vari gruppi di fedeli, Francesco ha ricordato il decimo anniversario della morte di Giovanni Paolo II, che ricorre il 2 aprile. Papa Wojtyła, ha affermato, è stato un «grande Testimone di Cristo sofferente, morto e risorto». E ha esortato a rivolgergli preghiere perché interceda «per noi, per le famiglie, per la Chiesa, affinché la luce della risurrezione risplenda su tutte le ombre della nostra vita».

Il testo della catechesi del Papa

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18 ottobre 2019

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