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La piaga
delle mine antiuomo

· In Afghanistan le vittime sono soprattutto bambini ·

Una piaga ancora difficile da debellare e che colpisce soprattutto i bambini. Nel corso degli ultimi tre decenni, le mine anti-uomo hanno causato migliaia di morti e di feriti. Nella relazione annuale, intitolata Landmine Monitor Report 2014, della campagna internazionale per il bando di questo tipo di ordigni, si sottolinea che mentre il numero complessivo delle vittime è diminuito al livello più basso dal 1999, il numero di bambini uccisi è aumentato. 

Nel 2013, i minori hanno costituito quasi la metà delle 2403 vittime delle mine antiuomo in tutto il mondo. La situazione è particolarmente critica in Asia, e in particolare in Afghanistan, dove la guerra continua in maniera sempre più cruenta. Quest’anno le vittime delle mine antiuomo tra i bambini sono salite a 487, quasi la metà delle vittime tra i minori in tutto il mondo. A seguire la Colombia, con 57 casi. I bambini, dunque, pagano lo scotto di decenni di guerra. Finora nel Paese asiatico sono state eliminate o distrutte più di un milione di mine, ma non basta. Inoltre, le violenze non conoscono tregua: il 13 dicembre scorso i talebani hanno attaccato un gruppo di sminatori nella provincia meridionale di Helmand, facendo dodici morti. Anche a causa della fine della missione della Nato, le attività di sminamento saranno gravemente colpite dalla diminuzione degli aiuti internazionali e dalla continua presenza dei militanti talebani in molte aree del Paese. E a dimostrazione del clima di costante violenza, questa mattina una bomba piazzata lungo una strada nella città di Mihtarlam, nella provincia orientale di Laghman, in Afghanistan, ha provocato la morte di quattro persone.

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20 agosto 2019

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