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La petroliera iraniana
lascia Gibilterra

· Respinta la richiesta statunitense di sequestro ·

La petroliera iraniana Grace 1 ha lasciato Gibilterra nella notte, dopo che le autorità locali hanno respinto la richiesta degli Stati Uniti di mantenere il sequestro della nave. La nave era stata fermata lo scorso 4 luglio con l’accusa di contrabbando illegale di petrolio iraniano verso la Siria — con presunti benefici per il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, indicata dall’amministrazione Trump come organizzazione terroristica — e ciò in violazione delle sanzioni imposte dall’Unione europea nei confronti del regime di Damasco. Nel frattempo la petroliera ha cambiato nome e ha abbandonato la bandiera panamense. Secondo fonti della televisione di stato iraniana, si chiamerà Adrian Darya 1 e isserà la bandiera dell’Iran.

Le autorità di Gibilterra hanno spiegato di non potere accogliere la richiesta dell’Amministrazione di Washington in quanto le sanzioni statunitensi contro l’Iran non sono state recepite dall’Unione europea. Il governo di Gibilterra ha spiegato, infatti, che il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha emesso quest’ordine sulla base di sanzioni imposte da Washington a Teheran dopo il ritiro dall’accordo sul nucleare, ma che non state invece reinserite dalla Ue. Per questo, «le autorità di Gibilterra non possono applicare l’ordine di sequestro richiesto, considerate le differenze di attuazione del regime delle sanzioni che esistono tra gli Stati Uniti e la Ue», si legge in un comunicato ripreso dal quotidiano «Gibraltar Chronicle». In particolare, «l’autorità centrale di Gibilterra non può chiedere un ordine alla Corte suprema per fornire l’assistenza richiesta dagli Stati Uniti».

L’ambasciatore di Teheran a Londra, Hamid Baeidinejad, ha confermato che la petroliera si trova in acque internazionali dopo 45 giorni di sequestro a Gibilterra. Citato dall’agenzia di stampa iraniana Irna, Baeidinejad ha voluto sottolineare «l’importanza politica, legale e a livello internazionale della decisione presa a questo riguardo» dalle autorità di Gibilterra. Sulla nave si gioca il braccio di ferro fra gli Stati Uniti e l’Iran dopo l’uscita, decisa da Donald Trump, dall’accordo sul nucleare di Teheran siglato da Barack Obama.

Il rilascio della nave dovrebbe spianare la strada a quello della petroliera britannica Stena Impero, sequestrata dall’Iran il mese scorso. La petroliera è a Bandar Abbas, mentre Londra si è detta pronta a una risposta «ponderata ma forte» se non sarà rilasciata.

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17 ottobre 2019

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