Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

La persecuzione dei rohingya

· Nuova denuncia di Amnesty International ·

Le violenze delle forze di sicurezza del Myanmar contro i rohingya nello stato di Rakhine non sono terminate. Lo denuncia Amnesty International, che ieri ha pubblicato nuove prove sulle violazioni dei diritti umani ancora in corso e che nelle ultime settimane hanno costretto altre centinaia di persone della minoranza etnica alla fuga dal Rakhine.

Bambino rohingya nel campo di Kutupalong   in Bangladesh (Afp)

Alla fine di gennaio, Amnesty International ha intervistato alcuni rifugiati rohingya appena arrivati in Bangladesh, che hanno descritto una realtà di fame, sequestri e saccheggi di proprietà. Le organizzazioni umanitarie internazionali hanno documentato migliaia di nuovi arrivi tra dicembre e gennaio, con decine di persone che quotidianamente attraversano il confine. «L’esercito del Myanmar continua a compiere crimini contro l’umanità che restano impuniti», ha dichiarato Matthew Wells, alto consulente di Amnesty International sulle crisi, appena rientrato da una missione di ricerca in Bangladesh. A questo vanno aggiunte le forti restrizioni all’ingresso degli aiuti umanitari nel nord dello stato di Rakhine. Amnesty International ha documentato tre casi di rapimento di bambine e giovani donne, vittime dunque di sparizione forzata. Si teme che, data la costante presenza della violenza sessuale nel corso di questa e delle precedenti campagne militari contro i rohingya, le vittime dei rapimenti possano essere stuprate e ridotte in schiavitù.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 agosto 2018

NOTIZIE CORRELATE