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La perla preziosa

· ​Gioventù e carità nell’apostolato della nuova beata canadese Marie Élisabeth Turgeon ·

«Apostola della gioventù e testimone della carità di Cristo». Ha usato le stesse parole di Papa Francesco, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei santi, per sintetizzare la vita e l’opera di Marie Élisabeth Turgeon (1840-1881).

 Christian Girard, «Marie Élisabeth Turgeon» (casa madre della congregazione a Rimouski)

Il porporato ha presieduto, in rappresentanza del Pontefice, il rito di beatificazione della religiosa canadese, nella chiesa di san Roberto Bellarmino a Rimouski, in Québec, domenica pomeriggio, 26 aprile. Una celebrazione che — ha sottolineato — rappresenta una grande gioia per le suore di Notre-Dame du Saint Rosarie, fondate dalla Turgoen, e per il Canada, che in questi ultimi anni ha visto elevati agli onori degli altari il vescovo François Laval e l’orsolina Maria dell’Incarnazione.

La nuova beata, ha spiegato il cardinale, «ha speso tutte le sue energie umane e spirituali nell’educazione e nella formazione dei piccoli e dei poveri alla vita buona del Vangelo». Ella portò avanti questa opera educativa pur in mezzo a difficoltà e a costo di grandi sacrifici.

«Solidamente fondato nell’amore di Dio — ha evidenziato il cardinale — il cuore di Madre Marie Élisabeth seppe mitigare alcune durezze dello spirito giansenista del suo tempo, facendo prevalere la legge dell’amore e del perdono, su quella del rigore. Sapeva conquistare i cuori con la bontà».

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