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La Passione vista dalla Maddalena

· In prima esecuzione italiana all’Accademia nazionale di Santa Cecilia l’oratorio «The Gospel according to the other Mary» di John Adams ·

La Passione di Cristo raccontata dal punto di vista di Maria Maddalena e l’emarginazione che caratterizza la sfera sociale contemporanea. Su questi due piani si muove simultaneamente l’oratorio The Gospel according to the other Mary in programma in prima italiana all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 2 al 4 novembre sotto la direzione dello stesso autore, il compositore statunitense John Adams.

John Adams durante le prove

«Il mio pezzo si muove nella Bibbia, tra Lazzaro e altre storie, ne utilizzo diversi brani per parlare della società americana e dei suoi problemi», racconta Adams che con questo lavoro, scritto su commissione della Los Angeles Philharmonic Orchestra, e stato finalista al Premio Pulitzer nel 2014. «Tutti noi vediamo i poveri nelle grandi città, ogni giorno. Io vivo vicino a San Francisco, lì ci sono Facebook, Twitter e altre grandi società che guadagnano miliardi, c’è gente ricchissima e migliaia di persone che chiedono l’elemosina. Sono drogati e malati, Gesù ha trascorso la sua vita in mezzo a loro, la Bibbia ha parlato di questi poveri», continua il compositore che già tra il 1999 e il 2000 aveva affrontato la tematica nell’oratorio El Niño, in cui la vicenda della vita di Gesù si dipanava a partire dai pensieri di Maria nella stalla di Betlemme.

Nel libretto di Peter Sellars, con il quale Adams ha un sodalizio artistico che dura da più di trent’anni, il racconto evangelico è alternato a testi di personaggi dal forte impegno politico e sociale, come la giornalista Dorothy Day, a lungo in prima linea in battaglie in favore degli ultimi, la scrittrice Louise Erdrich, e la poetessa Rosario Castellanos, considerata tra le autrici messicane più rilevanti del XX secolo e figura di riferimento del movimento femminista latino-americano. Sono presenti inoltre brani di Primo Levi e di Hildegard von Bingen.

La vera forza del lavoro nasce proprio dalla varietà, sia nel testo sia nella musica, come sottolinea lo stesso compositore. «In questo oratorio ci sono diversi stili. Anche Bach prese spunto da diverse cose, diversi stimoli, così faccio io nel mio lavoro. Qualsiasi compositore che lavori su una grande forma non è stilisticamente puro. Per questo negli Stati Uniti amiamo molto Luciano Berio, meno Pierre Boulez, perché Berio era un “ladro” meraviglioso e per me è stato un modello», dice Adams.

Grazie a questo approccio l’autore statunitense costruisce una simultaneità narrativa in cui il passato dei Vangeli interagisce con un presente drammatico. La ricca orchestrazione garantisce continue invenzioni timbriche, sottolineate in particolare dalla presenza delle percussioni e da strumenti come il cimbalom e il basso elettrico. Momenti di grande virtuosismo sono riservati anche al Coro che partecipa continuamente alla vicenda e fino a esplodere al momento più drammatico, la Crocifissione nel secondo atto. (marcello filotei)

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