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La passione di Agostino per la verità

· Celebrazione del cardinale Hummes a Pavia ·

«La Chiesa oggi, ispirandosi anche a sant'Agostino e alla sua passione per la verità, ha l'irrinunciabile e urgente missione di contribuire al risveglio della passione per la verità e della comprensione della vera libertà umana». Così, il cardinale Cláudio Hummes, prefetto della Congregazione per il Clero, ha riproposto l'attualità del vescovo di Ippona durante la celebrazione eucaristica, nella basilica di San Pietro in Ciel d'oro a Pavia, sabato 28 agosto, in occasione della memoria liturgica del santo dottore della Chiesa.

Riguardo alla passione di Agostino per la verità — ha messo in luce il porporato — «sappiamo bene quanto tale passione sia, purtroppo, molto indebolita nell'attuale cultura postmoderna, urbana, laicistica e relativistica. Oggi, in modo particolare dopo il crollo delle grandi ideologie, domina un crescente relativismo riguardo alla verità. Il Papa lo ha spesso denunciato. Si dubita di qualsiasi pretesa di una verità assoluta, trascendente, universale, o la si rifiuta addirittura, in nome di una pretesa verità relativa del singolo pensatore. Non c'è più la passione per la verità». A questo proposito, il porporato ha affermato che proprio per far risaltare la verità, Benedetto XVI «cerca di mostrare al mondo che se perdiamo Dio, perdiamo tutto: e la stessa realtà perde il senso».

Dopo la sua conversione il santo — ha ricordato il cardinale — «ritornando in Africa desiderava dedicarsi totalmente alla ricerca intellettuale e alla meditazione sulla verità, scoperta in Gesù Cristo. Perciò, si riunì con un piccolo gruppo di discepoli e con loro diede inizio a una forma di vita comunitaria». Ben presto, venne chiamato a ricoprire responsabilità pastorali e fu nominato vescovo di Ippona. In questo modo, «comprese di essere chiamato non solo a meditare e approfondire la sua conoscenza di Gesù Cristo, ma anche ad annunciarla agli altri. E lo fece con straordinaria dedizione e amore. Si rese modello di buon pastore, di vescovo vicino al suo gregge. Da una parte trovava il tempo per studiare, discutere e scrivere, senza sosta, innumerevoli libri di teologia, di filosofia, di catechesi e di predicazione, e dall'altra parte di esercitare l'ufficio di buon pastore, di vescovo, con tutte le attività necessarie per animare e dirigere la diocesi di Ippona».

Il prefetto della Congregazione per il Clero ha poi esortato i cristiani a lasciarsi affascinare dall'incontro con Gesù, a riscoprire la gioia della sua amicizia e a «sperimentare tutto ciò che egli è capace di fare per noi, per la nostra felicità e salvezza». Ma — ha aggiunto — «bisogna anche pregare, chiedere allo Spirito Santo che ci porti a un tale incontro forte e personale con Gesù. Allora, sì, potremmo sperimentare ciò che sperimentò Agostino e dire con lui, in tutta verità: “Signore, ci hai fatti per te, e il nostro cuore è inquieto, finché non riposa in te”». Il cardinale Hummes ha anche invitato a imparare da Agostino il desiderio di «portare agli altri la buona notizia di Gesù».

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