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La pace
non si fa con le armi

· Riflessione del vescovo di Niigata alla vigilia degli anniversari a Hiroshima e a Nagasaki ·

Niigata, 3. Il Giappone può contribuire alla pace «non con nuove armi ma con le sue attività di nobile e lunga storia nella crescita mondiale, in modo particolare nelle cosiddette nazioni in via di sviluppo. 

Credo che questo contributo allo sviluppo, che porta al pieno rispetto e alla realizzazione della dignità umana, sarebbe molto apprezzato e rispettato dalla comunità internazionale». Si conclude con queste parole la lunga riflessione — riportata per intero da AsiaNews — che il vescovo di Niigata, Tarcisius Isao Kikuchi, presidente di Caritas Asia, dedica agli imminenti anniversari delle bombe atomiche su Hiroshima (6 agosto) e Nagasaki (9 agosto), alla fine della seconda guerra mondiale e all’acceso dibattito in corso in Giappone sull’abolizione dell’articolo 9 della Costituzione. «L’estate, e in particolare il mese di agosto, è il periodo di contemplare e agire per la pace in Giappone», scrive il presule, ricordando che, dopo l’appello pronunciato a Hiroshima da Giovanni Paolo ii il 25 febbraio 1981, la Chiesa cattolica giapponese decise di indire un periodo di dieci giorni (dal 6 al 15 agosto) da dedicare alla preghiera per la pace.

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18 novembre 2019

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