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La pace negata all'Africa

· Papa Francesco invita a pregare per il continente, specialmente per la Repubblica Centroafricana e il Sud Sudan ·

Le Nazioni Unite denunciano atrocità sui bambini e feroci violenze sulle popolazioni civili

L’invito rivolto da Papa Francesco, con un twitter sabato 15 febbraio, a pregare per la pace in Africa, specialmente nella Repubblica Centroafricana e in Sud Sudan, viene a ricordare il progressivo degenerare di tragedie che coinvolgono milioni di persone.

Uomini e donne all’aeroporto di Bangui in attesa della distribuzione del cibo (Afp)

La pace negata all’Africa, non solo nei due Paesi citati — gli ultimi in ordine di tempo a essere sprofondati nella guerra civile — si traduce in orrori quotidiani su bambini e vecchi, donne e uomini. La pace negata è aumento del sottosviluppo, furto anche di speranza per il continente dalla popolazione più giovane. 

Anche nelle ultime ore sono giunte dai due Paesi notizie sconfortanti e in alcuni casi sconvolgenti. In Sud Sudan non si consolida il cessate il fuoco tra le forze del Governo del presidente Salva Kiir Mayardit e quelle ribelli che fanno riferimento all’ex vice presidente Rijek Nachara, mentre degenera di ora in ora la condizione di quasi un milione di sfollati provocati dal conflitto esploso due mesi fa.

La Repubblica Centroafricana sprofonda in orrori ripetuti, senza che le violenze siano ancora arginate dalle truppe internazionali, quelle della Misca, la missione africana forte di seimila uomini, e quelle di Parigi che ieri ha inviato altri quattrocento soldati, portando il suo contingente a duemila effettivi. L’Unicef ha denunciato ieri la ferocia abbattutasi su decine di bambini decapitati e mutilati, in una guerra civile divenuta sempre più aspra da quasi un anno, dopo il colpo di Stato del marzo scorso, quando il presidente François Bozizé fu rovesciato dagli ex ribelli della Seleka.

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