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Pace
giustizia e ambiente

· Conclusa la riunione del comitato esecutivo del Wcc ·

«La commemorazione del cinquecentenario della Riforma ha aperto nuove strade per la riconciliazione e la cooperazione. Ora è tempo di seguire alcune di queste strade nelle quali tutti noi cristiani possiamo operare e pregare insieme»: con queste parole il pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del World Council of Churches (Wcc), ha commentato l’attuale fase del cammino ecumenico, al termine della riunione del comitato esecutivo dello stesso Wcc, che si è tenuta in Giordania, ad Amman, dal 17 al 23 novembre.

Nel corso dell’incontro sono state discusse varie importanti questioni che riguardano la vita del Wcc, organizzazione chiamata a essere sempre fedele alla sua vocazione in modo, ha detto Tveit, «da lavorare per l’unità visibile per le chiese e da testimoniare Cristo per costruire un mondo fondato sulla giustizia e sulla pace». Per questo il comitato si è voluto esprimere, ancora una volta, proprio alla luce di quanto è stato fatto e detto dai cristiani negli ultimi mesi, in occasione della «commemorazione comune» dell’anniversario della Riforma, su come il movimento ecumenico debba considerare la condanna della violenza e la ricerca della pace le priorità della testimonianza comune dei cristiani nel mondo.
Ad Amman il comitato esecutivo ha pubblicato una dichiarazione con la quale si chiede la distruzione delle armi nucleari che costituiscono una perenne minaccia alla pace, generando instabilità e povertà. Si è tornati, inoltre, a esprimere preoccupazione per la situazione in Terra santa, che non sembra conoscere sviluppi nella direzione della costruzione della pace. E si sono chiesti dei gesti concreti per il superamento delle tensioni nella penisola coreana. Il comitato esecutivo ha anche manifestato preoccupazione per la situazione in Iraq dove tanti segnali indicano una campagna in atto contro le diversità religiose e sociali, campagna che mette in pericolo il presente e il futuro del paese. Sul fronte della difesa dell’ambiente, sono stati condannati i recenti provvedimenti con i quali, di fatto, si è autorizzata una nuova campagna di deforestazione dell’Amazzonia, «il cuore verde della terra», chiedendo delle nuove politiche per la sua protezione nell’ambito di un cammino di salvaguardia del creato, sul quale, come è stato detto, esiste una grande sintonia con la Chiesa cattolica e con tanti leader cristiani. 

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18 settembre 2019

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