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La pace è più importante

· ​Intervento dei presuli giapponesi dopo la legge di modifica costituzionale ·

La strada da percorrere resta quella della pace, non certamente quella della guerra e della corsa gli armamenti. All’indomani della sofferta decisione del Parlamento giapponese che, attraverso una modifica costituzionale, rende possibile l’intervento delle forze armate al di fuori dei confini nazionali, la Chiesa cattolica nel Sol levante ribadisce con fermezza la propria contrarietà a ogni iniziativa che sbarri il sentiero di quella particolare “pax nipponica” avviata dal Paese settanta anni fa.

Di un atto «assolutamente inaccettabile», parla un comunicato diramato dalla Commissione episcopale Giustizia e pace. Mentre il vescovo di Niigata, Tarcisius Isao Kikuchi, presidente di Caritas Asia, definisce come un «giorno triste» quello in cui il Parlamento ha compiuto un «cambiamento storico di direzione nella sua politica di sicurezza nazionale rispetto alla fine della seconda guerra mondiale». Il provvedimento, promosso dal Governo di Shinzō Abe, consente al Paese di impiegare le proprie forze armate in missioni militari all’estero, segnando un cambiamento epocale rispetto alla Costituzione giapponese, che vieta espressamente l’uso delle forze armate nipponiche al di fuori dei confini nazionali. Un indirizzo contestato anche da ampi settori dell’opinione pubblica, che già da mesi hanno dato vita a manifestazioni di protesta e in difesa della Costituzione. 

di Fabrizio Contessa

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20 agosto 2019

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