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La pace
è l’unica strada possibile

· ​Comunicato dei vescovi, dei religiosi e di rappresentanti laici del Venezuela ·

«Sappiamo che il Papa è molto preoccupato che ci sia spargimento di sangue. Non vogliamo che questa cosa accada, per nessuna ragione al mondo». È quanto ha affermato monsignor José Trinidad Fernández Angulo, vescovo ausiliare di Caracas e segretario generale della Conferenza episcopale venezuelana (Cev) a margine della conferenza stampa tenuta nella capitale venezuela per presentare un comunicato congiunto sulla delicata situazione che sta vivendo il paese, sottoscritto dal presidente della stessa Cev, l’arcivescovo di Maracaibo José Luis Azuaje Ayala, dal presidente la Conferenza dei religiosi e delle religiose, Francisco Méndez, s.d.b., e dalla presidente del Consiglio nazionale dei laici del Venezuela María Elena Febres-Cordero Briceño.
«Sappiamo che quella venezuelana è gente pacifica — ha spiegato monsignor Fernández — serve una soluzione negoziata e pacifica, che rispetti tutti. Vale particolarmente in questo momento il comandamento “non uccidere” e questo dev’essere un processo di pace, non di guerra». A proposito delle lettera scritta al Papa da Nicolás Maduro, il segretario generale ribadisce che «la richiesta di dialogo è la nostra e lo abbiamo ribadito tante volte nei nostri pronunciamenti. Un dialogo che deve portare a quella transizione pacifica e a quel cambiamento politico che il popolo sta chiedendo». La Chiesa continua a segnalare con forza la situazione drammatica della popolazione, la mancanza di cibo e medicine: «È fondamentale aprire il paese agli aiuti umanitari, siamo in una situazione drammatica, inaudita, i bimbi sono denutriti e mancano i farmaci di base, quelli più comuni».

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14 novembre 2019

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