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Per la pace e la stabilità

· Intervento dei vescovi della Repubblica Democratica del Congo ·

Kinshasa, 28. «Occorre organizzare elezioni credibili, trasparenti e inclusive, per la stabilità del paese». È quanto hanno ribadito i vescovi della Repubblica Democratica del Congo che sono tornati ad affrontare la delicata situazione politica del paese africano in vista delle elezioni già fissate entro la fine dell’anno. 

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso il Centro interdiocesano di Kinshasa, il segretario generale dell’episcopato, padre Donatien Nshole, non ha nascosto le proprie preoccupazioni. Così, se da una parte ha espresso soddisfazione per l’andamento, sin qui, del processo elettorale, dall’altra ha ribadito l’allarme suscitato da alcune dichiarazioni, riferite dai media locali, di rappresentanti della maggioranza presidenziale sulla possibilità di un altro mandato per il presidente Joseph Kabila. Proprio le polemiche su una possibile ricandidatura, esclusa dalla costituzione, dell’attuale capo dello stato, il cui secondo mandato è scaduto nel 2016, è al centro dello stallo politico in corso nel paese. Il presidente è stato accusato infatti di ritardare deliberatamente i preparativi per nuove elezioni, nonostante tutti gli accordi siglati. E ciò ha provocato nei mesi scorsi agitazioni popolari e manifestazioni di protesta represse nel sangue.

«La Conferenza episcopale — ha dichiarato padre Nshole — si compiace del rispetto, fino a questo momento, delle principali fasi del calendario elettorale e delle dichiarazioni della Commissione elettorale indipendente e del governo che rassicurano sullo svolgimento delle elezioni presidenziali, legislative nazionali e provinciali il 23 dicembre». Tuttavia, come riferisce l’agenzia Fides, il segretario generale dell’episcopato ha anche manifestato preoccupazione per «l’inerzia nell’attuazione di alcune disposizioni dell’accordo del 31 dicembre 2016 e per le dichiarazioni di alcuni politici che si allontanano dalla Costituzione e dell’Accordo di san Silvestro, l’unica roadmap per portare pacificamente il paese fuori dalla crisi».

Secondo l’episcopato congolese, «queste dichiarazioni dovrebbero essere scoraggiate da coloro che amano il Congo, perché possono facilmente portare a situazioni di violenza pregiudizievoli per la pace e la stabilità». 

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16 ottobre 2019

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