Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

La nuova composizione della Pontificia commissione
per la tutela dei minori

Papa Francesco ha confermato il cardinale Seán O’Malley come presidente della Pontificia commissione per la tutela dei minori e nominato nove nuovi membri: Jane Bertelsen, delle suore missionarie francescane della Divina maternità (Gran Bretagna); Arina Gonsalves, delle religiose di Gesù e Maria (India); Ernesto Caffo (Italia); Neville John Owen (Australia); Benyam Dawit Mezmur (Etiopia); Nelson Giovanelli Rosendo dos Santos (Brasile); Myriam Wijlens (Paesi Bassi); Sinalelea Fe’ao (Tonga); Teresa Kettelkamp (Stati Uniti d'America).

I nuovi membri si aggiungono ai sette riconfermati: Gabriel Dy-Liacco (Filippine); il vescovo Luis Manuel Alí Herrera (Colombia); il gesuita Hans Zollner (Germania); Hanna Suchocka (Polonia); Kayula Lesa, delle suore di Carità d’Irlanda (Zambia); Hermenegild Makoro, delle suore missionarie del Preziosissimo sangue (Sud Africa); monsignor Robert Oliver (Stati Uniti d’America).

Della commissione fanno parte sedici persone — otto donne e otto uomini — scelte dal Pontefice nell’ambito multidisciplinare degli esperti internazionali della tutela dei minori e degli adulti vulnerabili dal crimine degli abusi sessuali. Nell’attuale composizione ci sono rappresentanti di diversi nuovi paesi, che offriranno la loro competenza e le loro esperienze, esprimendo la dimensione universale della Chiesa e la sfida di creare strutture per la tutela in diversi contesti culturali.

Tra i nuovi membri — resi pubblici il 17 febbraio — ci sono anche vittime (sopravvissuti) di abusi sessuali da parte del clero. Sin dalla sua fondazione, della commissione hanno fatto parte persone che hanno sofferto per gli abusi e genitori di vittime (sopravvissuti). Secondo la prassi seguita sin dall’inizio, la commissione sostiene il diritto di ogni persona abusata a rivelare o non rivelare pubblicamente le proprie esperienze. I nuovi membri hanno scelto di non farlo pubblicamente, ma solo all’interno della commissione. È ferma convinzione che la loro privacy sia un valore da rispettare.

In proposito il cardinale O’Malley ha sottolineato che il Papa ha prestato «molta considerazione», anche attraverso la preghiera, alla nomina di questi membri, i quali «garantiranno una prospettiva globale nella protezione dei minori e degli adulti vulnerabili. Il Santo Padre ha assicurato la continuità del lavoro della nostra commissione, che è quello di assistere le Chiese locali di tutto il mondo nei loro sforzi di proteggere dalle ferite tutti i bambini, i giovani e gli adulti vulnerabili».

Come deciso dai membri fondatori nell’assemblea plenaria del settembre 2017, la commissione nella sua nuova composizione inizierà il mandato ascoltando e facendo tesoro dell’esperienza delle persone che sono state abusate, dei membri delle loro famiglie e di coloro che li sostengono. Il principio “prima le vittime” (sopravvissuti) continua a essere centrale in tutte le politiche e nei programmi educativi della commissione. Essa desidera ascoltare direttamente le voci delle vittime (sopravvissuti), in modo che le indicazioni da offrire al Papa siano realmente permeate dalla loro esperienza.

La sessione di apertura della plenaria che si terrà in aprile inizierà con un incontro privato con diverse persone che hanno vissuto l’esperienza dell’abuso. I membri, quindi, discuteranno varie proposte per promuovere un dialogo continuativo con le vittime in tutto il mondo. Sono state promosse consultazioni per diversi mesi allo scopo di creare un gruppo consultivo internazionale di sopravvissuti (Isap), una nuova struttura che dia voce alle vittime, fondata sull’esperienza del Survivor Advisory Panel della commissione nazionale cattolica per la tutela in Inghilterra e Galles.

La baronessa Hollins, uno dei membri fondatori della commissione, ha presieduto il gruppo di lavoro per individuare e sviluppare una proposta sull’Isap. Sarà lei a guidare la presentazione negli incontri della plenaria di aprile. Gli obiettivi di questo gruppo includono lo studio della prevenzione degli abusi dalla prospettiva dei sopravvissuti e la proattività nell’accrescere la consapevolezza del bisogno di guarigione e di cura per ciascuna persona ferita da un abuso.

Il compito specifico della commissione è di proporre al Papa le migliori iniziative pratiche per proteggere i minori e gli adulti vulnerabili dai crimini dell’abuso sessuale e di promuovere la responsabilità nelle Chiese particolari per la protezione di tutti i bambini, dei giovani e degli adulti vulnerabili. Creare una cultura della prevenzione e della protezione dagli abusi nella vita e nell’azione delle Chiese locali rimane l’obiettivo futuro della commissione e la sua più grande sfida. Negli ultimi quattro anni, essa ha lavorato con quasi duecento diocesi e comunità religiose di tutto il mondo per accrescere la consapevolezza e per educare alla necessità di tutelare le persone nelle case, nelle parrocchie, nelle scuole, negli ospedali come in altre istituzioni. I suoi membri desiderano ringraziare tutti coloro che hanno abbracciato questa chiamata ed esprimere gratitudine alla Santa Sede che sostiene e incoraggia questi sforzi.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE