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La notte dell’oblio

· Il romanzo ·

L’ultimo libro di Lia Levi, La notte dell’oblio (Edizioni e/o, 2012) ha al suo centro — come preannuncia il titolo — l’oblio: l’oblio di una donna ebrea, Elsa, che preferisce non sapere con precisione quello che è successo al marito, morto ad Auschwitz, e negarsi l’evidente colpevolezza di chi lo ha denunciato, per poter guardare avanti e crescere le sue figlie nella normalità. Non è perdono, ma fuga, rimozione. E la rimozione funziona, in un’Italia in cui nessuno intorno a lei vuole ricordare, almeno finché la giovane figlia non si innamora del figlio del delatore, e il dolore rimosso sommerge e travolge la famiglia tutta. Il tema di queste pagine avvincenti è quello dell’oblio, non del perdono, che non può costruirsi sulla volontà di non vedere ma solo sulla consapevolezza della colpa da parte tanto dell’offeso come del colpevole. Ma chi è qui più colpevole, chi ha tradito o chi ha preferito non vedere? E ci sarà salvezza per i due giovani del tutto innocenti? In un oblio che tutto distrugge, il perdono resta sullo sfondo come una possibilità remota, un esile filo di speranza per il futuro.

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13 novembre 2019

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