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La Nigeria
che non conosce pace

· Decine di vittime in un attentato nel nordest ·

Torna a riaccendersi l’instabile regione del Borno, nel nord-est della Nigeria. Una decina di persone sono morte ieri a Maiduguri, capitale del Borno, nell’esplosione di un’autovettura all’interno di un parcheggio. L’attentato non è stato rivendicato, ma la sicurezza nigeriana ha puntato il dito contro gli estremisti islamici di Boko Haram, molto attivi nella regione. 

Secondo le testimonianze, una donna che celava sotto il vestito una cintura esplosiva si è fatta deflagrare all’interno di un taxi. Tra le vittime, confermano fonti ospedaliere, ci sono diversi commercianti della zona. Più volte i terroristi di Boko Haram hanno usato donne, spesso purtroppo anche bambine, per compiere attacchi suicidi, costringendole a farsi esplodere nei mercati affollati del nordest del paese africano, davanti alle scuole, o contro dirigenti della sicurezza e della polizia nigeriana, causando migliaia di morti. Il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, si è detto «scoraggiato» dall’attentato. In alcuni tweet il capo dello stato ha scritto che «il gruppo terroristico di Boko Haram, incapace di tenere sotto controllo il territorio, ricorre a vili attentati contro obiettivi facili da colpire». Nelle stesse ore dell’attentato nel nordest, ventuno ragazze del gruppo delle oltre 250 studentesse rapite nell’aprile del 2014 a Chibok da Boko Haram sono state liberate.

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17 ottobre 2019

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