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La necessità di amare
trova una strada
a dispetto di tutto

· Cultura ·

A partire da una storia vera, Fuoco al cielo di Viola Di Grado (La nave di Teseo) racconta la vita di Tamara, nata a Musljumovo, un villaggio al confine della Siberia, poco lontano da una città segreta. C’erano in Unione sovietica le città segrete, deputate alla produzione di missili e bombe atomiche, dalle quali nessuno poteva uscire, dove si viveva nel benessere, fra balli e buon cibo, e ottima istruzione per bambini nel migliore dei casi dal sistema immunitario fragilissimo. Nel 1957 un incidente diffonde radioattività in tutta l’area, ma già da prima e senza interruzione le scorie nucleari vengono smaltite nel fiume. Negli anni Novanta, nel villaggio desolato, svuotato dalle morti, abbandonato dalle famiglie in fuga, Tamara, ex maestra elementare, vive una storia d’amore con Vladimir, infermiere di buona famiglia giunto da Mosca. Il paesaggio è uno dei protagonisti della storia: contorto, polveroso. L’angoscia, attraverso le pagine di Viola Di Grado, si avverte con precisione: è l’aria stessa che si respira a Musljumovo, nessuno però la nomina. La radioattività, la malattia fisica e psichica, sono state riassorbite nella normalità. Per tutti gli abitanti, non per Tamara, che non riesce a liberarsi di un tormentato, autentico, profondo bisogno di amare. Tamara e Vladimir, nel loro amore autentico, tormentato e doloroso, concepiscono un figlio che, come tanti altri bambini a Musljumovo, nasce e muore subito. La disperazione di Tamara è profonda, sembra senza riscatto, ma un giorno succede qualcosa, una voce al telefono le dà un’indicazione; e lei trova un essere vivente dietro a un cespuglio. A dispetto di tutto, in lui, Tamara riconosce il figlio perduto. Scritto in una lingua ossessiva, frasi brevi che si susseguono e non danno tregua, un lessico immaginifico, assertivo, non ovvio, spesso potente, Fuoco al cielo è un libro sull’amore in territorio estremo. È un libro aperto alla speranza: la necessità di amare iscritta nell’intimo, a dispetto di ogni circostanza, trova una strada.

di Carola Susani

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20 settembre 2019

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