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La ‘ndrangheta
non ha nulla di cristiano

· Nota pastorale dei presuli calabresi sull’uso distorto dei riti religiosi ·

Reggio Calabria, 3. «La ‘ndrangheta non ha nulla di cristiano. È altro dal cristianesimo, dalla Chiesa. Non è solo un’organizzazione criminale che, come tante altre, vuole realizzare i propri illeciti affari con mezzi altrettanto illeciti e illegali, ma — attraverso un uso distorto e strumentale di riti religiosi e di formule che scimmiottano il sacro — si pone come una vera e propria forma di religiosità capovolta, di sacralità atea, di negazione dell’unico vero Dio».

È il monito contenuto nella nota pastorale dei presuli calabresi presentata ieri, venerdì, dal presidente della Conferenza episcopale, monsignor Salvatore Nunnari, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, e dal vicepresidente, monsignor Francesco Milito, vescovo di Oppido Mamertina - Palmi.

Con questo documento la Chiesa in Calabria sottolinea ancora una volta che chi vive nella violenza è una persona fuori dalla comunione ecclesiale. «La ‘ndrangheta — proseguono i vescovi — è una struttura di peccato che stritola il debole e l’indifeso, calpesta la dignità della persona, intossica il corpo sociale. È, in tutta evidenza, opera del male e del maligno». C’è, nella nota pastorale, la condanna senza appello ma anche una chiamata alla conversione, «a immergersi nel Corpo di Cristo, da cui si può rinascere a vita nuova».

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14 ottobre 2019

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