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La nazionale dei senza terra

· Liberi Nantes Football Club, l’unica squadra di calcio in Italia formata da rifugiati e richiedenti asilo ·

Le squadre che affrontano e gli stadi in cui giocano non sono certo quelli prestigiosi della Champions League, nonostante che in passato non siano mancati — grazie alla fantasia di alcuni dirigenti locali — avversari con nomi tanto impegnativi quanto improbabili, come il Borussia. In realtà le partite sono quelle del campionato regionale dilettanti di terza categoria e i campi di calcio quelli polverosi della periferia romana e dei piccoli centri limitrofi. Ma per i giocatori della Liberi Nantes Football Club ogni partita ha il sapore di una finale, anzi, di una rivincita: una rivincita con la vita, con un’esistenza sicuramente difficile, finora avara di soddisfazioni e felicità. Perché loro, i calciatori, appartengono a una squadra davvero singolare: è l’unica in Italia — al mondo ne esiste solo un’altra simile, negli Stati Uniti — formata da persone vittime di migrazioni forzate, ovvero rifugiati e richiedenti asilo.

Questa «nazionale dei senza terra» scende in campo con la maglia azzurra, il colore delle Nazioni Unite. E dietro lo stemma dell’Unhcr, l’agenzia che si occupa di rifugiati e profughi che ha concesso il patrocinio, si celano drammi legati a guerre, persecuzioni, violenze e soprusi di ogni genere. Ma anche la speranza di un futuro migliore. In fuga da un passato doloroso, con un’esistenza calibrata su emergenza e precarietà, per questi ragazzi la squadra costituisce non solo un’occasione di svago, ma soprattutto un importante momento di identità, di integrazione. Per novanta minuti possono dimenticare problemi e difficoltà, e sentirsi parte di qualcosa che è loro.

La nostra squadra è una sorta di termometro delle emergenze planetarie. Per questo è un pezzo significativo di mondo quello passato in questi sei anni sul campo di Pietralata, con oltre quattrocento ragazzi provenienti da più di trenta Paesi. Chiunque arriva qui può giocare, anche una sola volta, e si cerca di coniugare le necessità proprie di una squadra di calcio con quelle di uomini impossibilitati a pianificare il proprio tempo e più in generale il proprio futuro. I ragazzi che arrivano alla Liberi Nantes nella quasi totalità sono da poco in Italia, non hanno lavoro, vivono nei centri di accoglienza in attesa di ottenere il permesso di soggiorno.

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25 giugno 2018

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