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La nave Diciotti ancora senza approdo

· L’Italia disposta ad aprire i porti ma solo se ci sarà la ridistribuzione in Europa dei 177 migranti a bordo ·

È ancora incerto il futuro della nave Diciotti della guardia costiera italiana, da oltre cinque giorni ferma davanti alla costa di Lampedusa. Sia Malta che l’Italia hanno negato il permesso di attracco. Secondo alcune fonti, la nave si starebbe dirigendo verso la costa siciliana. Ma la notizia non trova conferma. L’Europa si è detta pronta a «lavorare per una soluzione». Tuttavia, per il momento non c’è alcun piano di ridistribuzione dei 177 migranti a bordo. 

Questa mattina il ministro dell’interno italiano Matteo Salvini ha sottolineato la necessità di coinvolgere maggiormente gli altri paesi membri dell’Unione europea. «L’Unione è composta da ventisette paesi, non solo l’Italia. Dopo mesi di chiacchiere ci aspettiamo che anche Bruxelles passi dalle parole ai fatti, altrimenti saremo costretti a riaccompagnare le persone recuperate in mare in un porto libico» ha scritto il ministro su Twitter. Successivamente, rispondendo a una domanda, Salvini ha ribadito: «O c’è un aiuto e una ridistribuzione immediata oppure cominceremo quello che è l’unico modo per bloccare gli scafisti cioè riportare persone in Libia».

Nel frattempo, sul caso della Diciotti la procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta. L’indagine «punta a individuare scafisti e a conoscere le condizioni dei 177 migranti a bordo della unità navale militare» ha reso noto il procuratore Luigi Patronaggio.

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17 luglio 2019

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