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La Nato a Kunduz

· Per strappare ai talebani la città settentrionale afghana ·

Forze speciali della Nato hanno raggiunto Kunduz per sostenere le truppe afghane nella riconquista della strategica città del nord, caduta lunedì scorso in mano ai talebani. Tre i raid delle forze speciali della coalizione: uno alla periferia di Kunduz e due nei pressi dell’aeroporto. 

Secondo i servizi afghani, i ribelli uccisi sono almeno diciassette. Il Governo afghano ha ammassato ingenti forze militari alle porte della città e ha cominciato ieri un contrattacco che si presenta però né semplice né rapido per la presenza sul terreno di tantissimi civili. Lo ha chiarito lo stesso presidente afghano, Ashraf Ghani, quando, in una conferenza stampa a Kabul, ha reso noto che i militari «stanno avanzando verso le aree tenute dai talebani» e chiesto allo stesso tempo «alle forze di sicurezza di considerare i civili come loro priorità». Kunduz, crocevia di traffici e commerci, è il quinto centro più importante dell’Afghanistan, con circa 300.000 abitanti. E una controffensiva basata solo sulla forza, avvertono gli esperti, potrebbe essere catastrofica in termini di vittime civili. Ghani avrebbe dovuto celebrare ieri il primo anniversario del suo insediamento, ma per la crisi a Kunduz ogni cerimonia è stata annullata. Anche il premier Abdullah Abdullah ha cancellato i suoi impegni a New York — dove partecipava all’Assemblea generale delle Nazioni Unite — ed è rientrato in patria. E ieri sera un folto gruppo di talebani ha attaccato l’aeroporto di Kunduz, ma è stato respinto dalle forze di sicurezza.

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18 novembre 2019

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