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La morte del cardinale colombiano
José de Jesús Pimiento Rodríguez

· Arcivescovo emerito di Manizales, aveva compiuto 100 anni ·

Il cardinale José de Jesús Pimiento Rodríguez, arcivescovo emerito di Manizales, in Colombia, è morto nel pomeriggio di martedì 3 settembre nella casa sacerdotale San José, a Floridablanca (Santander), nell’area metropolitana di Bucaramanga. Il porporato aveva cento anni. Era infatti nato il 18 febbraio 1919 a Zapatoca, nella diocesi di Socorro y San Gil. Era stato ordinato sacerdote il 14 dicembre 1941. Eletto alla Chiesa titolare di Apollonide il 14 giugno 1955 e nominato vescovo ausiliare di Pasto, aveva ricevuto l’ordinazione episcopale il successivo 28 agosto. Il 30 dicembre 1959 era stato trasferito alla sede residenziale di Montería e il 29 febbraio 1964 era stato nominato vescovo di Garzón. Aveva preso parte ai lavori del Concilio Vaticano ii. Quindi il 22 maggio 1975 era stato promosso arcivescovo di Manizales e il 15 ottobre 1996 aveva rinunciato al governo pastorale dell’arcidiocesi. Tra il 1972 e il 1978 era stato presidente della Conferenza episcopale della Colombia. Papa Francesco lo aveva creato e pubblicato cardinale, del titolo di San Giovanni Crisostomo a Monte Sacro Alto, nel concistoro del 14 febbraio 2015.

Nel dare notizia della morte del cardinale José de Jesús Pimiento Rodríguez, la Conferenza episcopale della Colombia ha voluto anzitutto ricordare il suo impegno, da sacerdote, per la pace nel Paese e le sue azioni per il bene comune e per lo sviluppo del popolo colombiano, oltre che la sua attenzione per il mondo accademico e per la pastorale vocazionale.

Figlio di Agustín Pimiento e di Salomé Rodríguez, era nato a Zapatoca, nel dipartimento di Santander e aveva ricevuto una solida educazione cristiana. Nonostante le ristrettezze economiche, era riuscito a realizzare il desiderio di diventare sacerdote. Aveva compiuto gli studi ecclesiastici nei seminari di San Gil e in quello maggiore di Bogotá, ed era stato ordinato presbitero il 14 dicembre 1941 per la sua diocesi di origine, Socorro y San Gil, dall’arcivescovo di Bogotá, monsignor Ismael Perdomo Borrero, del quale è in corso la causa di beatificazione.

Trascorsi i primi anni di ministero come vicario coadiutore nelle parrocchie di Mogotes e nella cattedrale di San Gil e Vélez, aveva ricoperto successivamente gli incarichi di vicario sostituto a Zapatoca, quindi di prefetto e professore del seminario, cappellano dell’ospedale di San Gil e coordinatore di Azione sociale e Azione cattolica diocesana.

Il 14 giugno 1955 era stato nominato da Pio XII vescovo ausiliare di Pasto. “Vivere Christus est” il motto episcopale da lui scelto per l’ordinazione ricevuta nella cattedrale di Bogotá il successivo 28 agosto dal cardinale arcivescovo Crisanto Luque Sánchez. Quattro anni dopo, il 30 dicembre 1959, Giovanni XXIII lo aveva trasferito alla diocesi di Montería, dove era rimasto fino al 29 febbraio 1964, quando era stato nominato da Paolo VI vescovo di Garzón.

Dopo aver partecipato al Concilio Vaticano II, era stato delegato alle Conferenze generali dell’episcopato latinoamericano celebrate a Medellín nel 1968, a Puebla de los Ángeles, in Messico, nel 1979, e a Santo Domingo nel 1992.

Quindi, nel luglio 1972, era stato eletto presidente della Conferenza episcopale colombiana: incarico svolto per due mandati fino al 1978. In precedenza era stato presidente della commissione della fede e della morale e poi del comitato per i confini delle diocesi. In quel periodo aveva partecipato anche a varie assemblee del Sinodo dei vescovi. Tra il 1972 e il 1973 era stato inoltre consigliere del nunzio apostolico in Colombia per il dialogo previo con i rappresentanti del Governo per la revisione del concordato.

Il 22 maggio 1975 Papa Montini lo aveva promosso alla sede arcivescovile di Manizales, dove è stato pastore per ventuno anni, dando grande impulso all’applicazione dei decreti del Concilio Vaticano II, curando in particolare la pastorale familiare, giovanile e sociale, senza dimenticare il mondo dell’istruzione e quello accademico. Aveva promosso il rinnovamento conciliare a livello parrocchiale e all’interno dell’organizzazione del seminario maggiore arcidiocesano, ristrutturando inoltre il fondo di assistenza sociale del clero. Particolare attenzione aveva rivolto proprio all’aggiornamento e alla formazione dei sacerdoti e alla cura delle vocazioni.

A caratterizzare il suo episcopato erano state anche la realizzazione di varie opere sociali, sia a livello locale sia a livello nazionale: tra queste, il centro di evangelizzazione e catechesi dell’arcidiocesi di Manizales, la casa della gioventù, la casa di orientamento della giovane. Si era impegnato, poi, nell’opera di restauro delle torri campanarie della cattedrale danneggiate dal sisma del 1979, anno in cui aveva promosso la ristrutturazione del seminario minore, divenuto poi seminario maggiore arcidiocesano.

Significativo, inoltre, l’aiuto prestato alle popolazioni colpite dall’eruzione del vulcano Nevado del Ruiz nel 1985, per le quali aveva offerto un centinaio di alloggi nel comune di Chinchiná.

Nel 1995, compiuti settantacinque anni, aveva presentato le dimissioni da arcivescovo di Manizales che Giovanni Paolo II aveva accettato il 15 ottobre dell’anno successivo. Si era ritirato a Urabá, nella parrocchia di Turbo, per svolgere servizio pastorale nella diocesi di Apartadó, dove lui stesso, da arcivescovo di Manizales, aveva promosso un’esperienza missionaria fraterna.

Nel 2005 aveva celebrato il “giubileo d’oro” episcopale. Per ventuno mesi era stato anche amministratore apostolico di Socorro y San Gil, sua diocesi natale, trasferendosi poi nella casa sacerdotale San José, a Floridablanca (Santander), nell’area metropolitana di Bucaramanga, dove è morto.

Insieme con altri quattro arcivescovi e vescovi emeriti distintisi per la loro carità pastorale nel servizio alla Santa Sede e alla Chiesa, Papa Francesco lo aveva creato e pubblicato cardinale nel concistoro del 14 febbraio 2015, assegnandogli il titolo di San Giovanni Crisostomo a Monte Sacro Alto. A motivo dell’età avanzata — aveva 96 anni — non si era potuto recare a Roma per ricevere la porpora, consegnatagli il 28 febbraio 2015 nella cattedrale primaziale di Bogotá, nel corso di una cerimonia presieduta dall’arcivescovo Ettore Balestrero, nunzio apostolico in Colombia. Alla presenza di una ventina di presuli del Paese, era stato il cardinale Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotá, a imporgli la berretta e a consegnargli l’anello, simboli della dignità cardinalizia. E il 7 settembre 2017 aveva partecipato alla messa celebrata da Papa Francesco nel parco Simón Bolívar della capitale in occasione del viaggio apostolico in terra colombiana.

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