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La moneta unica divide l'Europa

· Tensione tra Parigi e Berlino sulla solidità dell'euro e sulle nuove regole finanziarie ·

L'eurosvalutazione si trasforma in eurotensione e mette a rischio la stabilità dell'asse franco-tedesco. Il ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, ha dichiarato oggi in un'intervista che la moneta unica «non corre assolutamente alcun rischio; l'euro è solido e credibile». Una replica chiara e secca alle parole del cancelliere tedesco, Angela Merkel, che ieri, in un accorato discorso al Bundestag, ha lanciato l'allarme: «L'euro è più che mai in pericolo; un fallimento dell'euro è un fallimento dell'Europa». Di fronte a una politica sempre più divisa e incerta, i mercati accusano il colpo: la sfiducia dimostrata da Berlino ha fatto crollare i principali listini.

Due giorni fa le critiche britanniche alla stretta sui fondi speculativi, ieri le discussioni sulla decisione tedesca di vietare le vendite allo scoperto (solo l'Austria ha annunciato di voler seguire la misura) e oggi lo scontro sulla moneta unica in pericolo: l'Europa si scopre più che mai divisa. La crisi greca ha sollevato il coperchio della pentola a pressione e adesso si rischia il tracollo. Merkel ha fatto capire che la Germania è pronta ad andare avanti da sola. La dimostrazione è arrivata dal caso del divieto delle vendite allo scoperto ( short selling ): lo scatto in avanti tedesco non è piaciuto ai partner europei. «Non ci hanno avvisato di nulla», hanno dichiarato alcune fonti, descrivendo un commissario Barnier non solo sorpreso ma anche irritato. Poche ore prima della decisione della Bafin, infatti, era seduto allo stesso tavolo del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, alla riunione dell’Ecofin. Riunione nel corso della quale il commissario francese aveva illustrato il suo piano d’azione proprio sul fronte della maggiore trasparenza e della regolamentazione degli strumenti finanziari più rischiosi.

Intanto, rimbalzano i listini del Vecchio Continente, dopo il crollo di ieri. Le Borse europee hanno aperto col segno postivo ma, a metà mattinata, continuano a tenere d’occhio la situazione in Europa, dopo le prese di posizione di Berlino. A Londra l’indice Ftse 100 guadagna lo 0,53 per cento, assestandosi a 5.185,18 punti. A Milano l’indice Ftse Mib sale dell’1,15 raggiungendo la quota di 19.837 punti. A Francoforte il Dax avanza dello 0,4 a 6.015 punti e a Parigi il Cac 40 sale dello 0,30 a 3.522,46 punti. Madrid cresce dell’1,26 e Lisbona dell’1,19 per cento.

I mercati finanziari sono «fuori controllo», ha dichiarato il ministro delle Finanze tedesco, Wolfang Schäuble, secondo il quale serve al più presto una nuova regolamentazione che consenta una distribuzione più equilibrata di rischi e di remunerazioni. «Sono convinto — ha spiegato Schäuble in un’intervista al “Financial Times” — che i mercati siano realmente fuori controllo». Poi il ministro ha sottolineato che le Borse non riprenderanno a funzionare correttamente «se premi e rischi resteranno completamente squilibrati». È necessaria — ha aggiunto — «un’effettiva regolamentazione»: i prodotti finanziari rilasciati da tutti i partecipanti vanno migliorati e standardizzati. Schäuble ha detto di comprendere bene la necessità di «nuovi strumenti finanziari», con una precisazione però: «Scusatemi se dico questo, un profitto minimo del 25 per cento è inimmaginabile».

Sulla stessa linea il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, secondo il quale i mercati si stanno comportando in modo irrazionale, ma non c'è la necessità di un intervento massiccio per arrestare il calo dell’euro. Dopo essersi incontrato col ministro giapponese delle Finanze, Naoto Kan, col quale ha discusso anche della volatilità del mercato dei cambi, a chi gli ha chiesto se si è parlato anche di intervento comune, Juncker ha risposto di ritenere imprudente rivelare i dettagli del colloquio. «Non penso ci sia bisogno di un’azione immediata», ha aggiunto riferendosi alla speculazione sull’euro. «Le autorità monetarie stanno monitorando da vicino gli sviluppi sui tassi di cambio e sanno cosa è meglio fare; sono preoccupato perché la rapidità del calo dell’euro è impressionante». I mercati — ha ribadito il presidente dell'Eurogruppo — stanno agendo in modo irrazionale: «C’è riluttanza a credere sulla possibilità che la Grecia possa superare questa crisi».

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