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La missione non ha età

Per settant’anni è stata missionaria in Eritrea. E ora, a novantasette anni, dopo aver chiesto la benedizione a Francesco, ha già il volo prenotato per tornare ad Asmara e continuare il suo servizio. Suor Giannantonia Comencini racconta così il suo incontro con il Papa a Santa Marta, nella mattina del 24 ottobre: «È stato commovente. Gli ho baciato la mano e gli ho detto: “Mi benedica e chieda per me al Signore di amarlo perdutamente”». Dietro la sorprendente energia della missionaria comboniana, dietro il suo sguardo gioioso, c’è proprio quella che si può definire una storia d’amore: «La mia unica forza — dice parlando al nostro giornale — è nel Signore. Fin da giovane ho sentito che anche se io ero molto misera, lui mi amava tanto. E anch’io ho voluto amarlo».

Originaria di Costermano, un paesino vicino al lago di Garda, suor Giannantonia si ammalò di tifo proprio nel viaggio che da Venezia la portò a Massaua settant’anni fa. Rischiò la morte, ma una volta guarita ha dato vita a una lunga storia di carità. È stata ed è ancora oggi maestra, catechista, tuttofare che si prende cura anche della chiesa cattedrale di Asmara. Ci dicono le consorelle che l’accompagnano: «La mattina si alza alle 4.30, prepara la chiesa, poi va a portare la comunione ai malati. Ogni domenica prende l’autobus e va a visitare i malati dell’ospedale geriatrico». Lì, aggiunge suor Giannantonia, «ci sono cattolici, musulmani, copti, ortodossi: io sono per tutti». A ciascuno porta il suo sorriso coinvolgente e l’allegria del cuore.

Di ritorno ad Asmara, suor Giannantonia è già pronta a iniziare le attività in preparazione al Natale. Saranno coinvolti circa sessanta bambini. Lei stessa ha ideato quella che definisce una «narrazione religiosa» in cui, oltre ai classici personaggi protagonisti di ogni presepe, ve ne sono di altri. Tra questi anche Adamo ed Eva. La religiosa ci tiene a rivelare un dettaglio: «A un certo punto Adamo, con la mela in mano, si dirige verso la Madonna e il bambino e dice: “Non ho niente da donarti, solo il mio peccato”».

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21 novembre 2018

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